MIGRANTI. Frontex lancia l’allarme sulla Spagna

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Il direttore di Frontex, Fabrice Leggieri, ha messo in guardia su una nuova rotta per i migranti che si dirigono verso l’Europa: «Se mi si chiede quale sia la mia più grande preoccupazione in questo momento, allora dico la Spagna», ha detto Leggieri in un’intervista con Welt Am Sonntag.

A giugno, si sono avuti circa 6.000 attraversamenti irregolari di frontiera dall’Africa nel Mediterraneo occidentale: «Se i numeri crescono lì come hanno fatto negli ultimi anni, questo percorso diventerà il più importante», ha detto Leggeri. Circa la metà di queste persone erano marocchine, le altre provenivano dall’Africa occidentale. Secondo Frontex, i migranti in transito verso il Niger hanno da alcuni mesi una nuova rotta alternativa alla Libia: la rotta attraverso il Marocco verso l’Europa.

Leggeri ha poi sostenuto la creazione di piani di sviluppo per la sistemazione internazionale in Africa in modo che possa esser possibile bloccare il flusso di disperazione che porta direttamente verso l’Europa: «Se questo automatismo non esiste più, possiamo combattere con successo il modello criminale di business» legato al traffico di essere umani, ha detto Leggeri riferendosi ai centri di accoglienza dopo il salvataggio. Complessivamente, secondo le Nazioni Unite, meno migranti e rifugiati attraverso il Mediterraneo raggiungono le coste europee: da gennaio a inizio luglio, sono stati registrati circa 46.500 bambini, donne e uomini quest’anno, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni di Ginevra.

Nello stesso periodo del 2017, sono state registrate oltre 101.000 persone, che hanno attraversato il Mediterraneo verso l’Europa. Dall’inizio di gennaio all’inizio di luglio 2016, c’erano stati 232.000 migranti e rifugiati.

L’Oim ha ha detto che il calo degli arrivi è legato alle politiche restrittive su rifugiati e immigrazione attuate da molti paesi europei, come, ad esempio, avvenuto con la chiusura della cosiddetta rotta balcanica nel 2016. Su questa rotta, infatti, centinaia di migliaia di persone, in gran parte provenienti dalle aree di crisi del Medio Oriente e dell’Asia, viaggiavano attraverso la Grecia verso gli stati dell’Europa centrale e settentrionale.

Graziella Giangiulio