Peña Nieto nega il dietrofront sulla riforma scolastica

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MESSICO – Città del Messico 17/07/2016. Il presidente messicano Enrique Peña Nieto nega che ci sia stata una “marcia indietro” sulla riforma dell’istruzione del 2013 dopo la lunga serie di proteste dei docenti che hanno portato il governo ad annunciare modifiche al processo di riforma.

Il ministro dell’Istruzione Aurelio Nuño aveva annunciato il 13 luglio un accordo con il sindacato insegnati Snte per modificare i test di valutazione degli insegnanti adattandoli alle condizioni socio-culturali di ogni regione, riporta Laht. La valutazione era uno dei punti più dibattuti dalla Cnte nel suo complesso e del sindacato dissidente della Snte che ha un grande potere nel sud del Messico e che continua a portare avanti la sua richiesta di porre fine alla riforma con blocchi stradali e altri atti di protesta, anche violenta. Peña Nieto ha detto che l’accordo con la Snte «non significa modificare in alcun modo la normativa o modificare ciò che la legge richiede, ma piuttosto conferma che questa è la legge (…) La riforma dell’istruzione resta invariata». Da parte sua, il leader Snte Juan Diaz de la Torre ha detto che il processo di valutazione stabilito dalla riforma, va adattato perché ci sono molte differenze tra le diverse regioni del paese: «Gli strumenti di valutazione devono essere differenziate (…) non è la stessa valutare un insegnante nella Colonia Del Valle, Iztapalapa a Città del Messico e nelle aree indigene Huichol di Jalisco e Nayarit (…) la valutazione sia parte del processo di formazione non un modo per sanzionare o punire gli insegnanti». Nonostante i colloqui con il governo, la Cnte prosegue nelle sue proteste, e sugli insegnanti noi giorni scorsi hanno occupato la sede dei partiti politici nel Chiapas.