MESSICO. Previsioni FMI al rialzo, anche con la crisi NAFTA

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Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto le sue previsioni di crescita economica per il Messico al rialzo al 2,1% per quest’anno, nonostante l’incertezza sul futuro dell’accordo nordamericano di libero scambio, Nafta.

«In Messico, si prevede che la crescita sarà al 2,1% nel 2017 e all’1,9% nel 2018», ha dichiarato il Fmi nel suo World Economic Outlook Report.

«Nonostante l’incertezza relativa alla rinegoziazione dell’Accordo nordamericano di libero scambio (…) la crescita per il 2017 è stata rivista al rialzo, riflettendo risultati di crescita migliori del previsto per i primi due trimestri dell’anno e una ripresa della fiducia dei mercati finanziari», ha dichiarato il Fmi. «A medio termine, la piena attuazione del programma di riforme strutturali dovrebbe portare la crescita al 2,7%», prosegue il documento del Fmi.

Le delegazioni di Stati Uniti, Canada e Messico discuteranno questa settimana a Washington proprio della rinegoziazione del Nafta; il Messico ha minacciato gli Usa che, in caso di abbandono dell’Accordo, come minacciato da Trump, finiranno anche altre collaborazioni come quelle nella lotta al narcotraffico e al contrabbando.

Le revisioni al rialzo per Messico e Brasile – l’altra grande economia latinoamericana – hanno migliorato le prospettive regionali da un tasso di crescita stimato dell’1% tre mesi fa portandolo all’1,2% di crescita del Pil quest’anno. Per il Brasile il rialzo è allo 0,70% per quest’anno e all’1,5% per il 2018 a causa dell’aumento della spesa dei consumatori.

«In Brasile, la forte performance delle esportazioni e la contrazione della domanda interna hanno permesso all’economia brasiliana di tornare a una crescita positiva nel primo trimestre del 2017, dopo otto trimestri di declino», si legge nel World Economic Outlook.

Questo indica che il Brasile sta tornando ad una crescita economica dopo una lunga recessione che ha ridotto il prodotto interno lordo del 3,6% lo scorso anno.

Tuttavia, il Fmi ha messo in guardia contro «la persistente debolezza degli investimenti e l’aumento dell’incertezza politica» in Brasile.

Graziella Giangiulio