MESSICO. Nuove proteste anti Uber a Città del Messico

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Centinaia di tassisti hanno parcheggiato i loro veicoli su un’arteria principale della capitale messicana e su diverse strade che portano all’aeroporto il 12 ottobre per protestare contro la percepita concorrenza sleale da parte di Uber e di altri servizi di trasporto pubblico. «Rimaniamo completamente svantaggiati, in quanto il settore dei taxi è soggetto a una serie di obblighi, mentre l’altro servizio che viene offerto tramite apps non ha affatto bisogno di rispettare la legge», afferma il Movimento Nazionale dei Taxi, ripreso da Efe.

Dopo quasi due anni di amministrazione del presidente Andres Manuel Lopez Obrador, i funzionari non hanno garantito pari condizioni di concorrenza tra i tassisti e le compagnie transnazionali che non pagano le tasse, ha detto il Movimento. Il segretario alla Mobilità di Città del Messico, Andres Lajous, ha detto che mentre il governo municipale ha intrapreso l’anno scorso uno sforzo per regolare le attività delle app di ride-hailing, i progressi sono stati lenti e disomogenei tra le manovre legali delle aziende.

La capitale ha 110.000 taxi autorizzati e circa 157.000 autisti affiliati a servizi come Uber, Didi e Cabify. Lopez Obrador ha offerto ai singoli tassisti 25.000 pesos per compensare la perdita di reddito dovuta alle restrizioni imposte dal Covid 19. I tassisti lamentano che «quei sussidi non sono arrivati (…) Molti tassisti di Città del Messico si sono registrati presso la Segreteria del Welfare come richiesto dal governo e quei sussidi non sono arrivati».

Lajous ha detto che il governo municipale continua ad impegnarsi con i tassisti di Città del Messico e della regione circostante. Il movimento dei tassisti ha già annunciato la prosecuzione della protesta, che dura ormai da 5 anni.

Per quanto riguarda le affermazioni del governo locale secondo cui la maggior parte dei partecipanti alla protesta provenivano da fuori città, i tassisti hanno detto che la mobilitazione è stata “metropolitana”: «Siamo tassisti di Città del Messico e dello stato del Messico perché Città del Messico è la sede del potere federale. Chiediamo un dialogo con la Segreteria del Governo federale qui in città. Contemporaneamente, anche i colleghi tassisti di 17 città del Paese stanno compiendo atti di protesta».

Maddalena Ingrao