MESSICO. La carovana dei Migranti sale sulle recinzioni USA

75

L’avanguardia della Carovana dei migranti centroamericani è arrivata al confine con gli Stati Uniti e i primi migranti hanno scalato la recinzione che divide il Messico dagli Stati Uniti il 13 novembre scorso. 

Stando a quanto riporta Die Welt, circa 20 persone sono salite sulla recinzione tra Tijuana e San Diego, costa del Pacifico. La Guardia di frontiera degli Stati Uniti non è intervenuta. Dopo circa 20 minuti, i centroamericani sono scesi di nuovo sul lato messicano del confine; altri sbriciavano attraverso le sbarre il sogno americano o si facevano il bagno; tra Tijuana e San Diego, il recinto di confine divide la spiaggia e raggiunge l’Oceano Pacifico.

Si è trattato di uno dei primi gruppi di 357 persone arrivati su nove autobus a Tijuana.

La maggior parte della Carovana, tuttavia, è ancora distante, nei presi della città di Guadalajara. La Carovana è composta da circa 5000 persone provenienti da Honduras, Guatemala e El Salvador. Lungo la strada, la carovana si è spezzata in gruppi più piccoli.

Tijuana di fatto sarà la meta finale prima del sogno Usa, ma non è ancora chiaro quando tutti raggiungeranno la barriera, né cosa faranno le forze di polizia statunitensi. Un secondo gruppo di migranti, composto da circa 1200 persone, era situato in uno stadio sportivo a Città del Messico. Un terzo gruppo di circa 2.000 persone si stava dirigendo a nord nello stato di Veracruz.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha parlato di “invasione”, ha rafforzato sia dal punto di vista legislativo che operativo presenza delle autorità Usa nell’area, obiettivo della carovana. Non solo ha mobilitato l’esercito ma ha reso più strette i regolamenti sulle procedure di asilo per quanti arrivano dal confine sud degli Stati Uniti. L’Amministrazione Trump ha stabilito che i migranti che attraversano illegalmente la frontiera degli Stati Uniti dovrebbero essere privati del diritto d’asilo. In linea di principio, le procedure sarebbero applicabili solo ai valichi di frontiera ufficiali.

La decisione è stata accolta da vasto dissenso: diverse organizzazioni avevano precedentemente annunciato di voler portare in giudizio chi applicasse la nuova normativa, ritenendola incostituzionale. 

Antonio Albanese