Messico: rivoluzione energetica

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MESSICO – Città del Messico 04/01/2014. Le legge di riforma energetica del Messico recentemente promulgata segna un primo passo importante nel lungo percorso volto a trasformare il settore energetico del paese.

Ora che le modifiche costituzionali sono state ratificate da una maggioranza politica, ci vorrà tempo per realizzare  le strutture necessarie alla riforma del settore. Le sfide del Messico nell’attuazione della riforma sono complesse e molteplici, ed è imperativo che vengano vinte il più velocemente possibile. Gli investimenti in nuove centrali elettriche e gasdotti saranno più lente visto che gli investitori attendono ancora ulteriori dettagli sulle nuove regole. La domanda di energia elettrica e gas naturale, però, continuerà a crescere, ponendo una crescente pressione sulla capacità produttiva del Messico. La riforma riguarda la totalità della catena dell’energia messicana: dalla generazione, alla trasmissione e distribuzione attraverso la conservazione, il trasporto e la distribuzione di gas naturale, petrolio, prodotti petroliferi e petrolchimici, per non parlare dell’esplorazione e della produzione di petrolio e gas. Devono essere stabilite regole e permessi che autorizzano gli investimenti del settore privato e l’amministrazione di ciascuno dei segmenti produttivi. Devono essere create norme che regolano l’accesso di terzi ai gasdotti, la trasmissione di potenza e altre infrastrutture logistiche. Devono essere impostati i regolamenti e le tariffe che interessano le vendite idrocarburi e la trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Inoltre, gli enti regolatori del sistema elettico, il Cre e il Cnh, devono essere ampliati e rafforzati per sorvegliare efficacemente il sistema energetico appena creato. Verranno creati centri di controllo nazionali per operare la rete di gasdotti di gas naturale del Messico e la rete di trasmissione elettrica, separandoli dagli attuali proprietari, Pemex e Cfe, a loro volta oggetto di modifiche. Gestire questo grado di cambiamento è un compito molto complesso e difficile e impreviste complicazioni possono ritardarne l’attuazione. L’opposizione politica alla riforma continuerà la sua battaglia per indebolire il processo. Di conseguenza l’originale limite fissato è probabile che scivoli in avanti. Il test critico per il nuovo sistema è la sua capacità di attrarre sufficienti e tempestivi investimenti del settore privato; incognita fino a quando non sarà meglio definito il nuovo regime. Per il settore upstream, le strutture contrattuali e i livelli di tassazione determineranno l’interesse del settore privato; l’attuale introito elevato del governo è un fattore che limita la capacità di Pemex di investire in nuove esplorazioni, e riduce la capacità di attrarre investimenti dal settore privato. Per il gas, le incognite sono sul potere rimasto agli operatori storici:  la riforma esclude esplicitamente la privatizzazione di Cfe o di Pemex, pur spezzando la Cfe in diverse realtà sempre a base statale. Una simile mossa potrebbe non essere politicamente fattibile, ma lascerebbe Cfe come un’unica entità con notevole potere, ostacolo all’ingresso di nuovi investitori. Il successo del programma di successo energetico indipendente del Messico si basa su contratti di ritiro a lungo termine per garantire agli sviluppatori di finanziare i loro investimenti; fatto che potenzialmente potrebbe rallentare l’evoluzione verso un mercato veramente concorrenziale. Date le incertezze insite nel periodo di transizione, il Messico deve stabilire il nuovo sistema il più rapidamente possibile.