MESSICO. Cresce la guerra del petrolio fatta da Pirati e Narcos

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L’attività dei pirati nel Golfo del Messico è in aumento, così come il furto di petrolio dalle piattaforme che operano nell’area, riporta Fox News, con perdite per la Pemex fino a 1 miliardo di dollari all’anno. Il furto di petrolio non è raro in Messico, e per la maggior parte è collegato a cartelli locali che utilizzano per questi servizi dei dipendenti corrotti di Pemex. Tuttavia, la maggior parte di questi furti avviene sulla terraferma: nel 2018, in soli due mesi, i criminali hanno creato quasi 2.300 rubinetti illegali negli oleodotti Pemex in Messico.

Anche se il furto di petrolio e gasolio è in corso da decenni, c’è stato un aumento delle attività criminali segnalate negli ultimi quattro anni, riporta l’Organizzazione Internazionale per la Sicurezza e l’Intelligence, una organizzazione non profit con sede in Canada, ripreso da OilPrice: 

«Si stima che il furto in Messico arrivi a 1,18 milioni di barili al giorno, portando milioni alle organizzazioni criminali e rendendo molto difficile il controllo».

Secondo le stime di Pemex, le perdite dovute al furto di carburante negli ultimi tre anni hanno raggiunto i 7,5 miliardi di dollari pari a 147 miliardi di pesos messicani). Moltissimi di questi furti sono condotti da bande organizzate e violente che combattono tra di loro per un maggiore accesso ai carburanti statali e sono dedite anche al ricatto dei lavoratori del settore petrolifero.

Secondo il presidente del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, le autorità sono coinvolte anche nel furto diffuso di carburante, che l’anno scorso ha promesso di affrontare senza compromessi. Finora, il problema ha comportato lo schieramento di personale militare in luoghi chiave per le infrastrutture petrolifere e del carburante. In mare aperto, Lopez Obrador ha detto che la Marina avrebbe condotto una sorveglianza continua delle piattaforme Pemex, che sono gli obiettivi di scelta dei pirati.

Secondo alcuni funzionari messicani, la riforma del settore energetico Pena-Nieto è responsabile dell’aumento dei furti di petrolio. L’apertura dell’industria locale del petrolio e del gas agli operatori privati ha aumentato il numero di obiettivi per i pirati offshore e questo include non solo il petrolio stesso, ma anche le attrezzature e le materie prime.

Tommaso dal Passo