MEDITERRANEO ORIENTALE. Piloti pakistani sugli F16 di Erdogan

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Visto il rullar dei tamburi di guerra nel Mediterraneo Orientale, Ankara e Atena utilizzano la retorica della propaganda per mostrarsi “pronte al combattimento”. E se i turchi dicono che la guerra è solo una questione di tempo, i greci ricordano ai turchi che non hanno di fatto aviazione militare. Defence Gr, infatti, riporta che gli F-16 turchi, sono stati pilotati da piloti pakistani non addestrati, negli ultimi anni, con scarsa prontezza al combattimento.

Va subito detto che Turchia e Pakistan sono alleati stretti. Dopo il fallito colpo di stato in Turchia nel luglio 2016, il governo di Recep Tayyip Erdoğan ha estromesso dalle forze armate e dai servizi statali chiunque avesse il minimo segno di dissenso o di relazione con i golpisti. Tra i detenuti o espulsi, secondo i dati ufficiali del ministero della Difesa turco, vi erano 680 piloti dell’aviazione militare, su un totale di 1.350 in Turchia. Inoltre, dei rimanenti 670, alcuni se ne sono andati volontariamente, altri si sono ritirati, portando il numero dei piloti in servizio a meno di 400. Come soluzione, il ministero della Difesa turco nel 2017 ha fatto proposte molto allettanti ai piloti del settore privato, così come ai piloti dell’Aeronautica Militare in pensione, per farli entrare nell’Aeronautica Militare in poco tempo. Un fallimento: meno di 50 piloti sono entrati attraverso questo programma, riporta Nordic Monitor.

Così la Turchia si è rivolta al suo alleato, il Pakistan, che ha accettato di diventare l’anima dell’Aeronautica militare turca. Il problema è arrivato dagli Usa: gli Stati Uniti hanno rifiutato di addestrare piloti pakistani come hanno fatto con i turchi. A dicembre 2019, visto il rifiuto, la Turchia ha deciso di fare da sola.

La società turca Yöntem Teknoloji si occuperà dell’addestramento tecnico dei piloti pakistani per i caccia F-16. Teoricamente la formazione è iniziata nel giugno 2020, ma già nel 2019 sono stati registrati incidenti in cui aerei turchi erano pilotati da piloti pakistani. E mentre ciò va avanti, i pochi piloti turchi continuano a diminuire, rendendo per la prima volta nella storia una forza aerea nazionale pesantemente occupata da piloti di una nazione straniera.

La prossima battaglia aerea o intercettazione tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo orientale, potrebbe essere più corretto dire battaglia aerea Grecia-Pakistan, e non Grecia-Turchia.

Tommaso Dal Passo