MEDITERRANEO ORIENTALE. Per Atene bisogna intervenire contro Ankara, adesso

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Gli Stati Uniti stanno spingendo i paesi della Nato a lavorare con la Turchia nella speranza di sanare le divisioni che hanno visto Ankara avvicinarsi alla Russia, ma almeno uno di questi alleati si sta preparando per ulteriori disordini. La Grecia, coinvolta in una disputa con la Turchia sui diritti e le risorse nel Mediterraneo orientale, ha ripetutamente messo in allerta le sue forze navali nelle ultime settimane. E una delle principali preoccupazioni ufficiali è che le tensioni tra i due Paesi fanno parte di uno schema più ampio che non ha fine.

La Turchia, riporta VoA, è «diventata sempre più sicura di sé… insieme a un crescente elemento di retorica aggressiva, un atteggiamento conflittuale e la posizione politica revisionista», ha detto il ministro greco della Difesa Nikos Panagiotopoulos, in un intervento, on line, del German Marshall Fund; «A un certo punto, qualcosa deve essere fatto (…) Purtroppo, questo comporta elementi di spiacevolezza», ha detto il Ministro.

Panagiotopoulos e altri dicono che la ritrovata aggressività è stata mostrata quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha attaccato l’Occidente, e la Francia, durante un discorso ai membri del suo partito politico: «Vogliono letteralmente rilanciare le crociate», ha detto Erdogan, riferendosi alla difesa da parte del governo francese delle vignette raffiguranti il Profeta Maometto. Il leader turco ha anche detto che l’Occidente è «ancora una volta diretto verso un periodo di barbarie».

La Turchia ha ricevuto anche le proteste dei paesi occidentali, in particolare degli alleati della Nato, dopo aver effettuato la scorsa settimana prove del suo sistema di difesa aerea S-400 di fabbricazione russa. Washington sarebbe pronta a prendere una linea più dura con Ankara, avvertendo che la minaccia di sanzioni era molto reale. Gli Stati Uniti hanno già vietato alla Turchia di partecipare al suo programma di aerei da combattimento stealth F-35.

Secondo Panagiotopoulos, la Turchia avrebbe reso operativo il sistema di difesa aerea russo il prima possibile e che la Nato potrebbe non avere più tempo per intraprendere azioni significative: «Se non si fa nulla, allora la Turchia ha tutto il diritto di credere e i suoi leader hanno tutto il diritto di credere di poter andare avanti, dimostrando quel tipo di comportamento ostile e conflittuale che minaccia la stabilità dell’intera regione».

Antonio Albanese