MEDIO ORIENTE. Guerra tra Amman e Gerusalemme in caso di annessione dei Territori?

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Il re di Giordania ha avvertito Israele di un “conflitto di massa” se procederà con i piani di annessione di gran parte della Cisgiordania occupata, dato che i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno accettato di intensificare gli sforzi diplomatici per cercare di evitare una tale mossa.

Israele ha detto di volersi annettere gli insediamenti ebraici e la Valle del Giordano, il che potrebbe segnare la fine del processo di pace, da tempo in fase di stallo, rendendo praticamente impossibile la creazione di uno Stato palestinese. Inoltre lo stallo politico a Gerusalemme è finito: Benjamin Netanyahu, il primo Ministro di Israele, ha fatto un passo avanti raggiungendo un accordo per formare un governo dopo più di un anno di stallo politico.

Il re di Giordania Abdullah II, in un’intervista pubblicata il 15 maggio da Der Spiegel, ha lanciato un avvertimento: «I leader che sostengono la soluzione dello Stato unico non capiscono cosa significherebbe (…) Cosa accadrebbe se l’Autorità Nazionale Palestinese crollasse? Ci sarebbe più caos e estremismo nella regione. Se Israele annettesse davvero la Cisgiordania a luglio, porterebbe a un conflitto massiccio con il Regno hashemita di Giordania», ha detto il re giordano.

La Giordania è un alleato occidentale e uno dei due soli Stati arabi ad aver firmato un trattato di pace con Israele. Abdullah si è rifiutato di dire se l’annessione avrebbe minacciato tale accordo: «Non voglio fare minacce e creare un’atmosfera di scontri, ma stiamo valutando tutte le opzioni», riporta Al Jazera.

La Giordania ha fatto pressione sull’Ue perché prenda “misure pratiche” per assicurarsi che l’annessione non avvenga. In una dichiarazione, il ministro degli Esteri giordano Ayman al-Safadi «ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale e l’Unione europea in particolare prendano misure pratiche che riflettano il rifiuto di qualsiasi decisione israeliana di annessione».

In una videoconferenza, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno riaffermato il loro sostegno a una soluzione a due Stati e l’opposizione a qualsiasi annessione. I ministri hanno convenuto di intensificare gli sforzi diplomatici nei prossimi giorni con Israele, i palestinesi, gli Stati Uniti e i paesi arabi: «Riaffermiamo la nostra posizione a sostegno di una soluzione negoziata a due Stati. Affinché ciò sia possibile, si dovrebbe evitare un’azione unilaterale da entrambe le parti e, di sicuro, si dovrebbe sostenere il diritto internazionale (…) Dobbiamo lavorare per scoraggiare ogni possibile iniziativa verso l’annessione (…) Il diritto internazionale deve essere rispettato. Qui, e là, e ovunque», ha detto il capo della politica estera dell’Ue, Josep Borrel.

Tommaso dal Passo