MAURITANIA. L’UA chiede di far rispettare la legge anti-schiavismo

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L’Unione africana ha esortato la Mauritania a compiere maggiori sforzi per eliminare la schiavitù dopo che il paese ha pronunciato condanne indulgenti nei confronti di una famiglia di detentori di schiavi. Said Ould Salem e suo fratello Yarg sono nati in schiavitù nella nazione dell’Africa Occidentale e sono costretti a lavorare ogni giorno per una famiglia benestante, ha detto Anti-Slavery International, ripresa da Reuters. 

Il loro proprietario è stato giudicato colpevole nel 2011, per la prima volta in Mauritania, per schiavitù, ma è stato condannato a solo due anni di prigione, mentre la legge richiedeva da cinque a dieci anni, deve ancora essere incarcerato, in attesa di appello e altri membri della famiglia sono liberi.

In una dichiarazione pubblicata online, il Comitato di esperti dell’Unione Africana sui diritti e il benessere del fanciullo ha detto che tutti i membri della famiglia dovrebbero essere condannati in proporzione ai loro crimini. La Mauritania dovrebbe anche «tenere in debita considerazione la questione della schiavitù e fare dell’eliminazione una delle sue priorità». 

L’Ua raccomandava, inoltre, che Said e Yarg, ora adolescenti, ricevano sostegno psicosociale, istruzione scolastica e compensazione. La Mauritania è stato l’ultimo paese al mondo ad abolire la schiavitù nel 1981 e ha uno dei più alti tassi di schiavitù al mondo, con una persona su 100 che vive in schiavitù, secondo il Global Slavery Index 2016.

La schiavitù è una pratica storica in Mauritania, dove i gruppi etnici di pelle scura costituiscono la principale “casta schiava”, che lavora spesso come domestici e pastori. Una nuova legge anti-schiavitù nel 2015 ha raddoppiato la pena detentiva per i colpevoli portandola a 20 anni, ma nel suo secondo procedimento penale, un anno dopo, la Mauritania ha inflitto a due proprietari di schiavi solo cinque anni di reclusione. Quest’anno il paese ospiterà due riunioni dell’Ua, che potrebbero aumentare la pressione su l governo mauritano.

Lucia Giannini