Marzouki rassicura sulla Tunisia

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FRANCIA – Parigi 06/11/2013. Il presidente della Tunisia Moncef Marzouki ha difeso la transizione democratica del paese di fronte alla crescente violenza dagli islamisti radicali e alla prolungata crisi politica.

«La Tunisia è un paese tranquillo, e lo è ancora. Purtroppo viviamo in una regione estremamente instabile. Stiamo pagando il prezzo di ciò che sta accadendo in Mali, in Libia e in Siria» ha detto Marzouki, in visita ufficiale a Parigi, alla radio francese. La visita di Marzouki è stato oscurata dalla nuova rottura dei colloqui tra i partiti politici della Tunisia per la formazione di un nuovo governo che ponga fine a una crisi di quattro mesi. I colloqui tra il governo islamista di Ennahda e l’opposizione erano stati sospesi il 4 novembre dopo che le due parti non sono riuscite ad accordarsi su un candidato per la carica di primo ministro ad interim. La situazione di stallo riflette la profonda sfiducia reciproca tra gli islamisti e i loro avversari laici, intensificata dall’assassinio del parlamentare d’opposizione Mohamed Brahmi. Marzouki si è detto fiducioso che le due parti avrebbero finalmente trovare un terreno comune. «Il dialogo nazionale (in Tunisia) non si ferma mai. Si tratta di una caratteristica tunisina». Dalla rivoluzione che rovesciò Ben Ali nel 2011, il piccolo paese che ha guidato la Primavera Araba è stato sull’orlo del caos, ma è sempre «stato tutto d’un pezzo», ha detto il presidente tunisino. «Il nostro paese è saggio, e così è la nostra classe politica (…) È la saggezza e la moderazione dei tunisini che mi permette di essere molto ottimista» ha poi aggiunto. Marzouki ha anche tentato di placare le preoccupazioni circa la crescente minaccia dei radicali islamici, che hanno ucciso diversi membri delle forze di sicurezza in una serie di imboscate negli ultimi mesi. Gli insorti hanno ora modificato i loro obiettivi andando verso quelli economici: agli inizi del mese di novembre è stato sventato un attacco suicida in un hotel turistico nella città costiera di Sousse. Nessuno è rimasto ferito durante l’attentato, ma l’incidente ha sollevato timori per la fragile ripresa del settore turistico, uno dei più grandi polmoni occupazionali della Tunisia. «Stiamo smantellando le reti terroristiche, una per una», ha assicurato Marzouki, «L’esercito sta infliggendo duri colpi».