MAROCCO. Per Mosca, Algeri è solo un osservatore nel percorso di pace Onu

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Il portavoce del ministero degli Esteri russo ha detto che l’Algeria dovrebbe partecipare ai colloqui di pace sul Sahara occidentale come “Stato osservatore”. Maria Zakhorova, portavoce del ministero degli Affari Esteri russo, ha fatto questa proposta il 15 agosto, durante un briefing politico in cui ha affrontato le principali sfide per la sicurezza in tutto il mondo.

Come riporta Morocco World News, Zakharova ha detto che la Russia è profondamente preoccupata per il fragile status quo nel Sahara occidentale. La Russia ritiene che tutti gli attori e le parti interessate dovrebbero dimostrare sufficiente impegno per facilitare una soluzione politica concordata e reciprocamente accettabile alla crisi di lunga data nel Sahara. Per quanto riguarda la posizione dell’Algeria, la portavoce russa ha sottolineato la posizione tradizionale di Mosca: solo il Marocco e il Fronte Polisario devono essere coinvolti nei negoziati, e all’Algeria dovrebbe essere chiesto di partecipare, ma solo in qualità di osservatore.

Il Ministero russo ha, inoltre, espresso soddisfazione per il recente viaggio nella regione dell’inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite, affermando che Horst Kohler sta acquistando slancio nella giusta direzione cercando di impegnare tutte le parti nei negoziati. Nel suo intervento su questo argomento, Zakharova ha insistito sul fatto che il pieno coinvolgimento nei negoziati di pace dovrebbe riguardare solo il Marocco e il Fronte Polisario: «Sosteniamo questo approccio e non vediamo alternative ragionevoli alla ricerca di un compromesso basato sulle ben note risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel quadro di procedure coerenti con i principi e gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite. Rileviamo con soddisfazione che Horst Kohler, inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale ed ex presidente della Germania, sta intensificando gli sforzi per far ripartire il processo di pace riprendendo colloqui diretti senza precondizioni tra i due protagonisti, tra cui la vicina Algeria e la Mauritania in qualità di osservatori».

Secondo Mosca, una delle ragioni dell’escalation del conflitto è la mancanza di un impegno reale da parte di tutte le parti interessate: «Gli sforzi volti a sviluppare un approccio accettabile alla risoluzione dei conflitti per le parti in conflitto, Marocco e Fronte Polisario, sotto l’egida delle Nazioni Unite, sono stati ripetutamente interrotti per varie ragioni. Nel frattempo, il fragile status quo locale è fonte di grave preoccupazione, perché è pieno di grandi sfide per la sicurezza regionale».

Si tratta di una posizione innovativa, si può dire, perché la Russia, alleato algerino, ha sempre diffidato dei colloqui di pace sulla questione del Sahara occidentale condotti sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il mandato della Minurso, la misisone Onu nell’area, è stato prorogato di sei mesi ad aprile. Il Consiglio di sicurezza si riunirà a ottobre per decidere se il mandato debba essere ulteriormente prorogato.

Graziella Giangiulio