Mariupol si prepara a resistere

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UCRAINA – Mariupol 02/09/2014. Le forze Forze ucraine si sono ritirate dall’ormai distrutto aeroporto di Lugansk il primo settembre, dopo giorni di attacchi dei separatisti, sostenuti, notizia notizia non confermata, da carri armati russi.

Ora il conflitto rischia di degenerare ulteriormente, poiché i residenti di Mariupol stanno preparando la resistenza alle truppe russe che starebbero preparando un attacco alla città meridionale. Carri armati russi sarebbero arrivati ​​nella vicina città di Novoazovsk, il 27 agosto, e da allora è scattato l’allarme per Mariupol.
Tra i difensori della città vi sono molte milizie pro-ucraine come i “Сотни воинов Христовых” (Soldati di Cristo), che si battono per un’Ucraina unita e cristiana. Il gruppo fa parte del Battaglione Azov, un’organizzazione paramilitare composta da circa 300 attivisti ucraini di estrema destra. Il comandante dei Soldati di Cristo, Dmytro Linko, via Facebook, ha detto che dal 31 agosto le truppe russe erano visibili da Mariupol e che erano a circa 15 chilometri dalla città. A Mariupol, intanto, abitanti stanno scavando trincee e preparazione la resistenza. Linko ha espresso la frustrazione degli abitanti perché il governo ucraino non ha fornito le armi e i finanziamenti necessari per difendere la città dai separatisti filorussi. Linko, nei suoi post, aggiuge che Mariupol è sul fronte principale nella battaglia per una Ucraina unificata. «I russi vogliono prendere Mariupol, ma dobbiamo salvarla», ha detto. Mariupol, infatti, si trova nel sud-est dell’Ucraina in una regione che i gruppi pro-russi considerano Новая Россия: Nuova Russia.

Per pianificare la difesa della città, i residenti Mariupol e le milizie stanno utilizzando anche i social media, condividendo informazioni per combattere le truppe russe. Il gruppo Facebook chiuso denominato Новый Мариуполь (Nuova Mariupol). Nel gruppo si trova di tutto: da come distruggere con una molotov un carro armato russo a come organizzare imboscate e così via.

Il Battaglione Azov chiede a Nato e Ue di rifornire di armi le sue milizie per respingere le forze russe, più forti secondo Linko delle milizie che non hanno armi sufficienti a tenere la città.
Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko aveva annunciato il primo settembre che la Russia aveva lanciato una «aggressione diretta e palese» in Ucraina. Andriy Lysenko, portavoce militare, aveva aggiunto che l’esercito aveva identificato forze russe a nord e a sud di Lugansk. Il ministro della Difesa ucraino, Valery Heletey, aveva aggiunto che le truppe russe erano ormai dentro la città orientale del Donbass.
Da parte sua, il presidente russo Vladimir Putin aveva ripetutamente negato la presenza militare della Russia in Ucraina, ritenendo il governo ucraino responsabile della morte delle vittime civili, a causa del suo rifiuto di impegnarsi in un dialogo politico con i separatisti filo-russi. Poroshenko aveva discusso un piano di pace, durante l’incontro con Putin della scorsa settimana, che prevedeva un cessate il fuoco, il rilascio dei detenuti e il ritiro delle truppe russe lungo il confine russo-ucraino.