Marijuana legale in Uruguay

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URUGUAY – Montevideo. 02/07/13. A quanto pare l’Uruguay è destinato a diventare il primo Paese che legalizzerà il processo della produzione, vendita, tassazione della marijuana. La notizia sta spopolando sul web da ieri. Mercoledì i legislatori nella Camera bassa dell’Uruguay hanno approvato il disegno di legge in materia di regolamentazione della materia “Marijuana”. 

 

Se il disegno dovesse diventare legge il piccolo Paese del Sud America diventerebbe la prima Nazione al mondo a tentare di controllare la produzione e la vendita della sostanza stupefacente. 

La parola ora passa al Senato. Il governo uruguaiano da tempo ha detto di voler sperimentare nuove politiche, sia in ambito economico che sociale e questo sembra davvero un progetto “progressista”. 

Secondo il GlobalPost vi sono almeno 5 buoni motivi per giudicare il disegno di legge all’avanguardia. Prima tra tutti la parte in cui si regolamenta la produzione della marijuana per le aziende private, nessuno lo ha mai fatto prima, in questo modo il governo sarebbe perfettamente al corrente di quanta marijuana viene consumata localmente, quanta viene venduta e quanta va per l’export. L’onbiettivo è quello d compere con il vicino di casa Paraguay che da tempo riversa l’eccesso di produzione di droga sui mercati uruguaiani. Allo stesso tempo nella nota della Camera bassa si parla di sicurezza sanitaria e di eliminazione della delinquenza. Va ricordato che nel 2012 lo stato di Washington e del Colorado hanno legalizzato la coltivazione limitata di marijuana. 

E qui si arriva al secondo punto innovativo per la rivista: la sicurezza. Un disegno di legge del genere mettere a tappeto la criminalità locale spesso alimentata dai traffici illeciti di droga o dalla necessita di schivare la polizia per rimediare la droga. Dopo tutto hanno detto i sostenitori della legge mancando una vera e propria “guerra alla droga” bisogna trovare un nuovo approccio per risolvere il problema della criminalità locale legata al traffico di droga. In Uruguay non sono rare le sparatorie per il traffico di droga anche nei fast food. 

Mentre l’Uruguay ha un tasso di criminalità relativamente basso per la regione, crescono i timori di un incremento a causa dell’elevato boom nell’uso di pasta di cocaina, che qui chiamano “base di pasta,” i piccoli crimini e omicidi sono in aumento. 

Ma nonostante vi siano i buoni propositi, 3 motivo per essere progressisti, molti uruguaiani non approvano il disegno di legge sulla marijuana soprattutto nelle zone rurali, dove vive metà della popolazione, 1,5 milioni di persone. Tra le motivazioni addotte: problemi sanitari, incapacità del governo di gestire la burocrazia legata a tale “commercio”. 

Molti parlamentari sostengono che una legge del genere debba passare per il referendum e non per una approvazione ordinaria. Il presidente dell’Uruguay,  José Mujica, sta dalla parte dei promotori ma non sarà semplice. Nel frattempo un network di ONG, quarto motivo di innovazione, ha dato vita a una campagna di pubbliche relazionidal titolo: “Regolamento Responsible”, cercando di educare il pubblico sui benefici della legalizzazione. Martin Collazo, portavoce per la campagna, ha detto che la mancanza di sostegno pubblico per il disegno di legge è dovuto alla scarsa comprensione generale sull’obiettivo della legge.

Di certo c’è che se la legge venisse approvata sarebbe una bella spina nel fianco degli Stati Uniti che da anni ha in mano lo scettro della lotta alla droga. Gli uruguaiani hanno minimizzato sostenendo che tale approccio non è di lotta alla droga ma una soluzione diversa al problema droga. Quindi non si sentono antagonisti degli Stati Uniti. 

«Molto semplicemente, non siamo interessati a diventare un esempio per il mondo», ha detto Sebastian Sabini, un sostenitore chiave della legge. «Abbiamo un problema interno con la cannabis, e stiamo cercando di risolverlo». 

Ciò nonostante, la nuova legge porterà Uruguay, quinto motio, in conflitto con gli organismi internazionali che regolano l’uso di farmaci. International Narcotics Control Board delle Nazioni Unite ha già espresso preoccupazione per la eventuale normativa dell’Uruguay. L’organizzazione ha rilasciato, giovedì, una dichiarazione in cui esorta le autorità uruguaiane a «garantire che il paese rimanga pienamente compatibile con il diritto internazionale che limita l’uso di stupefacenti, compreso l’uso della cannabis». 

L’Uruguay comunque va a vanti per la sua strada appoggiato dalla stampa progressista del Paese che ha spinto da twitter affinché la Camera Bassa approvasse la legge.