MAR CINESE MERIDIONALE. Washington chiede ai paesi asiatici di scegliere: o gli USA o la Cina

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Oltre alla leadership cinese, l’ultimo intervento del vice presidente Usa Mike Pence potrebbe aver lanciato un messaggio ai  paesi dell’area coinvolti nella questione del Mar Cinese Meridionale. Pence avrebbe chiesto loro di prendere una posizione chiara, devono scegliere da che parte stare.

Secondo quanto riporta Scmp, il suo discorso suggerisce che l’amministrazione del presidente Donald Trump starebbe per intensificare la guerra commerciale in corso trasformandola in un più ampio confronto da Guerra Fredda. In un tale scenario, i vicini della Cina, dal Vietnam alla Malesia e Singapore, potrebbero essere spinti a prendere posizione dopo anni di delicato equilibrio nei loro rapporti con entrambe le superpotenze.

La pressione immediata potrebbe arrivare sotto forma di richiesta di una posizione più ferma contro le contese rivendicazioni della Cina su ampie zone del Mar Cinese Meridionale.

Il Pentagono sta pianificando una serie di manovre per la flotta del Pacifico a novembre, una mossa suscettibile di aumentare ulteriormente la temperatura politico-politico-militare nell’area.

Nella sua contesa con Pechino, Washington ha a lungo disapprovato la rivendicazione di Pechino sulle isole Senkaku o Diaoyu vicino al Giappone, così come la sua posizione sempre più assertiva su Taiwan.

Il discorso di Pence, durato 40 minuti, ha ricordato tutte le proteste americane contro la Cina; dai tentativi di discredito di Trump, al trattamento riservato agli uiguri, ai limiti sulla libertà accademica, dal furto di proprietà intellettuale e all'”aggressione militare”. Pence ha cercato di dipingere Pechino come il principale rivale strategico di Washington.

Il ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha detto, dopo il discorso, che Pence aveva parlato sulla base di voci non suffragate dai fatti. Il Mar Cinese Meridionale potrebbe benissimo essere l’arena principale di confronto tra le potenze se le tensioni non si esaurissero.

Le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina sul commercio, Taiwan, le sanzioni contro il Pla e la condanna dei fatti nel Xinjiang stanno avendo la loro ricaduta nel Mar Cinese Meridionale.

Antonio Albanese