MAR CINESE MERIDIONALE. La nuova diplomazia marinara di Washington

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Il Segretario della Difesa degli Stati Uniti Mark Esper ha da poco terminato una serie di visite nel Sud Est asiatico coinciso con una serie di botta e risposta tra Washington e Pechino sul Mar Cinese Meridionale. Pechino ha messo in mare la sua seconda portaerei in risposta al dispiegamento da parte della Marina Militare degli Stati Uniti di due navi da combattimento, la Uss Gabrielle Giffords e la Uss Montgomery, per «rafforzare la forza di attacco nel Mar Cinese Meridionale» e garantire che la Cina «rispetterà le regole internazionali», riporta Asia Times.

Durante la recente riunione dei ministri della Difesa dell’Asean-Plus, il capo del Pentagono ha tenuto riunioni con funzionari della Difesa provenienti da Tailandia, Vietnam, Indonesia e Filippine. In seguito agli incontri, Esper ha annunciato l’espansione degli aiuti alla difesa e la cooperazione militare con nuovi partner strategici, vale a dire l’Indonesia e il Vietnam, che hanno entrambi fatto marcia indietro contro l’assertività marittima della Cina nel sud-est asiatico. 

L’Indonesia recentemente ha rinominato le acque al largo della costa delle sue isole Natuna come “Mare di Natuna del Nord” per contrastare le rivendicazioni cinesi della mappa a nove linee nella zona, mentre il Vietnam, dopo un mese di stallo navale nella Vanguard Bank nel Mar Cinese Meridionale, ha minacciato l’arbitrato internazionale contro Pechino.

A Bangkok, Esper ha incontrato il nuovo e controverso ministro della Difesa indonesiano, Prabowo Subianto, al quale è stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti dal 2000 a causa di presunte violazioni dei diritti umani durante un precedente incarico di comandante militare. In un importante cambiamento di politica, il capo del Pentagono ha segnalato che ora è disposto ad accogliere ufficiali militari indonesiani per l’addestramento negli Stati Uniti, sottolineando i crescenti legami di difesa tra Washington e la più grande potenza del sud-est asiatico. Le due parti potrebbero anche riprendere l’addestramento congiunto delle forze speciali, dato che la cooperazione militare entra in una nuova fase in mezzo a preoccupazioni strategiche condivise, anche per quanto riguarda l’espansionismo marittimo della Cina.

Durante la sua visita in Vietnam il 20 novembre, Esper ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero dato alla guardia costiera vietnamita un secondo vascello. L’annuncio è arrivato dopo che Washington aveva donato al Vietnam sei navi pattuglia e attrezzature per un valore di 12 milioni di dollari all’inizio di quest’anno, il terzo di quattro consegne previste per migliorare le sue capacità di sicurezza marittima nel Mar Cinese Meridionale.

Durante il suo viaggio a Manila (19 novembre), il capo della difesa statunitense e il suo omologo filippino, Delfin Lorenzana, hanno anche ribadito il trattato di difesa reciproca e l’impegno condiviso per contrastare le minacce alla libertà di navigazione e di sorvolo nel Mar Cinese Meridionale.

Le due parti «hanno ribadito il loro impegno a sostenere la libertà di navigazione, il sorvolo e altri usi legittimi del mare nel Mar Cinese Meridionale, e hanno sottolineato l’importanza di risolvere pacificamente le controversie in conformità con il diritto internazionale, come indicato nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare». Nonostante la diplomazia cinese del presidente filippino Rodrigo Duterte, i due alleati hanno riaffermato il loro impegno a «costruire sulle fondamenta esistenti continuando a migliorare la condivisione delle informazioni e a rafforzare la cooperazione», eliminando ogni dubbio sul futuro dell’alleanza sostenuta dal trattato di difesa reciproca.

Lucia Giannini