MAR CINESE MERIDIONALE. Il codice di condotta sarà pronto in tre anni 

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La Cina mira a completare i negoziati su un codice di condotta per la controversa regione del Mar Cinese Meridionale entro tre anni, viste le buone relazioni di Pechino con i suoi vicini. Il premier cinese Li Keqiang ha preso questo impegno il 13 novembre a Singapore prima di partecipare al vertice dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, Asean.

Stando a quanto riporta Scmp, Li ha detto che un ambiente internazionale pacifico e stabile è fondamentale per Pechino per incrementare il commercio nell’area.  

Per Li,  il codice di condotta tra la Cina e gli altri paesi rivieraschi è utile per mantenere e sostenere la pace nella regione: «Poiché lo sviluppo del Mar Cinese Meridionale si è ora stabilizzato, speriamo di sfruttare questa opportunità per spingere l’avanzamento del codice (…) La Cina e i paesi dell’Asean ne trarranno beneficio, sarà anche favorevole al libero scambio e continuerà a servire gli interessi di altre parti». 

Lo scorso agosto, Asean e Cina si sono trovate d’accordo su un progetto di codice per la condotta nelle acque al centro di molte controversie. Il vertice Asean si svolge mentre le tensioni tra la Cina e gli Stati Uniti si sono innalzate per la guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina e quindi Pechino tende a raggiungere accordi commerciali con l’Asean.

La richiesta di un codice di condotta è venuta fuori nel 1995, quando la Cina occupò Mischief Reef, già rivendicata dalle Filippine. La Cina ha accettato di avviare i colloqui solo nel 1999, e i successivi negoziati hanno portato a una dichiarazione di condotta non vincolante nel 2002.

Il codice di condotta, quindi, che per ora resta una dichiarazione d’intenti, dato che alcuni Stati dell’Asean stanno discutendo sull’opportunità di renderlo giuridicamente vincolante per tutti firmatari.

Il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense John Bolton ha detto, il 13 novembre, che gli Stati Uniti continueranno ad opporsi a tutti i passi militari unilaterali della Cina nelle acque al centro delle contese internazionali.

Antonio Albanese