MAR CINESE MERIDIONALE. Gli eserciti Usa e cinese non vogliono la guerra

66

Sullo sfondo della guerra commerciale e dei contrasti diplomatici su Hong Kong, il Pentagono e l’Esercito di liberazione popolare sembrano ora determinati a scalare le tensioni sul fronte del Mar Cinese Meridionale. All’inizio di dicembre, i generali Li Zuocheng e Mark Milley, che dirigono il Pla e il Pentagono, si sono sentiti telefonicamente per esplorare modi per allentare le tensioni ed evitare un conflitto.

Anche se ufficialmente descritto come una chiamata di cortesia “introduttiva”, tempi e tono della conversazione telefonica suggeriscono una preoccupazione condivisa tra gli apparati militari degli Stati Uniti e cinesi su potenziali errori di calcolo.

I due generali, secondo il Pentagono, riporta Asia Times, hanno promesso di esplorare congiuntamente «l’opportunità di discutere la costruzione di un rapporto di difesa costruttivo e orientato ai risultatI (…) I due leader militari hanno concordato sul valore di un dialogo produttivo, gestendo efficacemente le differenze e la cooperazione su aree di terreno comune», secondo il comunicato del Pentagono. È una svolta, almeno parziale perché i recenti documenti strategici del Pentagono identificavano la Cina come un rivale strategico, sia nel Mar Cinese Meridionale che in altri teatri asiatici.

La Strategia di Difesa Nazionale del Pentagono nel 2018 si riferiva a Cina e Russia, come “potenze revisioniste” che «cercano di creare un mondo coerente con i loro modelli autoritari». In giugno, gli Stati Uniti hanno creato una nuova carica: il vice segretario alla difesa per gli affari della Cina. Il nuovo ufficio è stato progettato per creare e mantenere il rapporto tra forze armate con la Cina.

A luglio, un libro bianco della Difesa cinese, il primo dal 2015, ha riconosciuto che la Cina è in una gara di superpotenza con gli Stati Uniti in Asia e ha definito l’America come forza aggressiva e destabilizzante in Asia, anche attraverso la sua politica “libertà di navigazione” nel Mar Cinese Meridionale.

Ora, mentre gli Stati Uniti entrano in una controversa stagione elettorale e il presidente Donald Trump si trova ad affrontare ufficialmente l’impeachment, il Pentagono sembra determinato a mettere i rapporti con la Cina su una versante più tranquillo, mentre allo stesso tempo aumentano la presenza navale nel Pacifico occidentale. La conversazione tra i due capi militari ha avuto luogo poco dopo che la Cina ha vietato alle navi da guerra americane di attraccare a Hong Kong, una ritorsione a seguito della firma da parte di Trump del Human Rights and Democracy Act, in spregio all’avvertimento di Pechino contro le interferenze nei suoi affari interni.

La telefonata, secondo il Pla, «significa che i legami militari tra il Pla e le loro controparti americane rimarranno stabili anche se la Cina ha vietato alle navi da guerra e agli aerei americani di effettuare visite portuali a Hong Kong (…) Il divieto di scali è solo un gesto diplomatico e politico per pacificare il pubblico cinese dopo che Trump ha firmato il disegno di legge di Hong Kong. Il Pla non vuole davvero combattere con gli americani», riporta il South China Morning Post.

Graziella Giangiulio