Manovre serbo-russe anti NATO

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di Anna Lotti  SERBIA – Belgrado 04/11/2016. Serbia e Russia hanno iniziato delle esercitazioni militari congiunte sul territorio serbo il 3 novembre in risposta alle esercitazioni Nato nel vicino Montenegro.

La Serbia sta cercando di bilanciare i suoi legami tradizionali con la Russia, con la sua spinta per l’adesione all’Unione europea e per avere relazioni più strette con la Nato, anche se non ha intenzione di aderire all’Alleanza atlantica.

Nelle manovre “Fratellanza slava”, fino al 9 novembre, più di 700 soldati provenienti da Serbia, Russia e Bielorussia simuleranno attacchi di elicotteri, un attacco su una base dei ribelli, evacuazione delle vittime e bombardamenti di artiglieria, riporta Tanjug. Le manovre serbo-russe coincidono con la fine di quelle Nato in Montenegro, concentrata sulla gestione di situazioni di emergenza come inondazioni o attacchi chimici che hanno incluso 680 uomini disarmati di sette membri Nato e 10 paesi partner, tra cui la stessa Serbia.

La Serbia, che si basa sulla Russia per l’energia, non sta attivamente cercando di entrare nella Nato, ancora impopolare tra i serbi per la sua campagna di bombardamenti del 1999; come parte della sua integrazione con l’Occidente, la Serbia nel 2015 ha firmato il Individual Partnership Action Plan (Ipap), il più alto livello di cooperazione tra la Nato e un paese che non aspira ad aderire.