Mali. Nuova vittima della guerra: la scuola

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MALI – Bamako 21/11/2013. Le scuole del nord del Mali, zona occupata da una serie di gruppi armati dall’inizio di quest’anno, sono a male pena funzionanti.

Secondo l’Unesco, molte scuole nelle città di Timbuktu, Gao e Kidal sono state distrutte, come ha osservato la missione Onu, presente nella regione tra il 18 e il 23 ottobre, la gran parte delle infrastrutture educative è stato oggetto di vandalismo e sono state saccheggiate: ad esempio, il mobilio delle scuole è stato distrutto e usato come combustibile, mentre le apparecchiature elettriche e quelle digitali oltre ai libri e a materiale da laboratorio è stato danneggiato o bruciati. Per il  direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova «lo stato dell’istruzione nel nord del Mali è una seria preoccupazione sociale». «Attaccando le scuole, gli estremisti hanno cercato di minare le fondamenta della società». L’organismo Onu fa notare poi che molti insegnanti e studenti delle scuole primarie e secondarie, sono oggi sfollati in seguito all’occupazione o nell’entroterra, o nei Paesi confinanti: come Niger, Mauritania, Burkina Faso e Algeria. Se a Timbuktu, ci sono ancora insegnanti a Gao e Kidal, le scuole sono allo sbando. Unesco e Mali stanno lanciando un appello per una raccolta fondi per una campagna di sensibilizzazione e un bonus per aiutare gli insegnanti tornano ai loro posti al nord. Unesco dovrebbe stilare un inventario dei danni alle strutture educative per quantificare le necessità materiali. Il Mali intende lanciare una campagna di alfabetizzazione nazionale, con un focus specifico sulle donne, per aiutarle a comprendere l’importanza di mandare i loro figli, in particolare le ragazze, a scuola.