Kidal capitale per la pace in Mali?

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MALI – Kidal. 11/03/15. Prove di pace in Mali. I leader dei gruppi ribelli nel nord del Mali, i leader tradizionali e rappresentanti della società civile locale sono riuniti questa settimana a Kidal per decidere se firmare o meno l’accordo preliminare di pace concluso il 1 ° marzo ad Algeri.

Si tratta di un incontro decisivo per il futuro del Mali. Apre oggi dunque nella roccaforte dei ribelli Tuareg a Kidal l’attesa riunione dei gruppi armati nel coordinamento dei movimenti del Azawad (CMA), i leader tradizionali e membri della società civile nel Nord. Obiettivo di queste giornate che chiuderanno venerdì accettare o respingere il progetto di accordo di pace approvato il 1 ° marzo ad Algeri da parte del governo del Mali, il movimento fedele a lui, e la comunità internazionale. Gli oltre 200 invitati al dialogo sonoa rrivati con circa 24 ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Molti sono arrivati grazie all’intervento di MINUSMA la missione delle Nazioni Unite in Mali provenienti da Ouagadougou, Nouakchott, Bamako, Gao hanno viaggiato a Kidal. Diversi leader dei principali gruppi ribelli, Bilal Ag Acherif (Movimento Nazionale di Liberazione del Azawad, il MNLA) Alghabass Ag INTALLA (Alto Consiglio per l’unità di Azawad, HCUA) e Ibrahim Ag Mohamed Assaleh (Coalizione del popolo per Azawad, CPA) sono arrivati nel pomeriggio di ieri in Kidal. Il giorno prima, erano stati a Niamey, dove sono stati ricevuti dal presidente nigerino Mahamadou Issoufou che li ha incoraggiati a impegnarsi nel processo di pace. Sidi Brahim Ould Sidati, il leader del Movimento arabo di Azawad (MAA), l’ultimo componente del Coordinamento è arrivato martedì pomeriggio.
Per questi leader ribelli e per i loro luogotenenti, impegnati per otto mesi in trattative ad Algeri saranno tre giorni di tensione. Essi saranno sotto forte pressione da parte dei mediatori internazionali e regionali per firmare l’accordo preliminare di pace, ma dovranno fare i conti con una popolazione ostile al governo centrale che prevede annunci forti di autonomia per il nord. Tra i nodi da sciogliere dunque far accettare alla popolazione la nuova suddivisione geografica. Martedì mattina si erano riunite 300 persone a Piazza della Libertà, il punto di partenza di tutti gli eventi di Kidal, per dire “no” all’accordo preliminare di pace di Algeri. Fonte Jeune Press.