MALESIA. Torniamo a parlare con Pyongyang

37

La Malesia ha in programma di riaprire i suoi legami, una volta stretti, con Pyongyang. Le relazioni si erano bloccate dopo l’assassinio del fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un a Kuala Lumpur quasi tre anni fa.

«Ora è tempo di riprendere le normali relazioni tra la Malesia e la Corea del Nord», ha detto il primo ministro malese Mahathir Mohamad il 26 novembre in un’intervista all’agenzia sudcoreana Yonhap. «Vogliamo essere amici con tutti i paesi del mondo (…) Anche la Corea del Nord può fornirci un po’ di commercio. Non ci piace il confronto», ha poi aggiunto Matahir.

Il leader malese, 94 anni, è arrivato il 25 novembre a Busan per partecipare a un summit tra la Corea del Sud e l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, Asean. Mentre era lì, ha sottolineato il pragmatismo diplomatico della Malesia e ha ribadito nell’intervista rilasciata a Yonhap che si stava preparando a riaprire l’ambasciata malese a Pyongyang, parzialmente chiusa dopo l’avvelenamento di Kim Jong-nam nel febbraio 2017.

Mahathir ha detto che parlare di responsabilità del governo nordcoreano per l’assassinio non è corretto, ci sono solo sospetti e ha osservato che l’uccisione non ha influenzato la sicurezza della Malesia. «Stiamo incontrando i funzionari nordcoreani, stiamo parlando con loro», ha detto il leader malese; «Parleremo loro del momento opportuno per aprire l’ambasciata». Sia gli Stati Uniti che la Corea del Sud hanno accusato Pyongyang di aver orchestrato l’assassinio di Kim Jong-nam.

Il fratellastro di Kim Jong-un è morto dopo che due donne, che hanno detto di essere state ingannate per farle credere di far parte di un reality show, gli hanno messo sul volto l’agente nervino VX all’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur.

Le arrestate, l’indonesiana Siti Aisyah e la vietnamita Doan Thi Huong sono state arrestate e accusate dell’omicidio, ma hanno detto di essere state usate da agenti nordcoreani. Le due donne sono state rilasciate all’inizio di quest’anno, ponendo fine ai procedimenti legali derivanti dall’omicidio, nonostante numerose critiche.

Subito dopo la morte, l’ambasciatore della Corea del Nord in Malesia ha messo in dubbio la credibilità dell’indagine della polizia e la Malesia richiamò il suo ambasciatore in Corea del Nord, vietò ai suoi cittadini di andare in Corea del Nord e annullò l’ingresso senza visto per i nordcoreani. La Corea del Nord, di fronte a queste misure, reagì con un divieto di viaggio per tutti i malesi a Pyongyang.

L’ambasciata della Malesia a Pyongyang non ha più personale dall’aprile 2017, e il governo stava considerando di chiuderla definitivamente e di spostare i servizi alla sua missione di Pechino.

Le relazioni diplomatiche tra la Malesia e il regime della Corea del Nord sono state stabilite per la prima volta nel 1973 e si sono notevolmente ampliate durante il primo mandato di Mahathir, dal 1981 al 2003, riporta Scmp.

Antonio Albanese