MALESIA. Proteste dei Rohingya a Kuala Lumpur

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Centinaia di Rohingya hanno protestato nella capitale malese, Kuala Lumpur, il 30 agosto, chiedendo la fine del massacro di Rakhine.

La scorsa settimana sono scoppiati nuovi combattimenti nello stato di Rakhine tra le forze di sicurezza e i militanti rohingya, dopo che questi ultimi hanno effettuato incursioni sui posti di polizia.

I combattimenti nel Rakhine spesso hanno creato disordini in Malesia, paese a maggioranza musulmana. Il 30 agosto, circa mille manifestanti, la maggior parte dei quali si credeva fossero rohingya, si sono radunati nei pressi di una via principale a Kuala Lumpur, chiedendo la fine della violenza contro la minoranza, riporta Channel News Asia.

Un manifestante si è addirittura cosparso di benzina e ha tentato di darsi fuoco prima di essere fermato dalla polizia.

Più di cento manifestanti sono stati arrestati dalla polizia per essersi riuniti illegalmente e aver bloccato il traffico nel centro di Kuala Lumpur, durante le ore di punta e altri 20 manifestanti sono stati arrestati per presunti reati di immigrazione.

Una protesta più piccola si è tenuta anche fuori dall’ambasciata del Myanmar.

Il presidente del Consiglio consultivo malese per l’Organizzazione islamica, Mapim, Mohd Azmi Abdul Hamid, ha chiesto al consigliere di Stato birmano Aung San Suu Kyi di fare di più per porre fine alle uccisioni nel Rakhine.

«Tutta la colpa è del consigliere di Stato Aung San Suu Kyi. Dovrebbe essere un leader democratico, dovrebbe proteggere i diritti umani. Perché stai andando dietro ai militari?»

Ha poi aggiunto: «Chiediamo che il Myanmar fermi questa violenza contro i rohingya».

Ha anche rilanciato gli appelli affinché il governo malese rispedisca indietro tutti i migranti del Myanmar che lavorano attualmente nel paese.

Secondo le Nazioni Unite, in Malesia ci sono quasi 60.000 rifugiati rohingya, che vanno ad ingrossare una grande forza lavoro fatta di immigrati che svolgono lavori scarsamente qualificati.

La persecuzione dei rohingya ha suscitato grande rabbia in Malesia e nel mondo musulmano.

Il primo ministro malese Najib Razak, che ha criticato apertamente il governo del Myanmar per non aver affrontato la difficile situazione di Rohingya, non ha ancora formulato alcun commento sulla recente esplosione di violenza.

Graziella Giangiulio