MALESIA. La Corea del Nord a Kuala Lumpur

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La morte di Kim Jong Nam ha aperto un drammatico squarcio sulla comunità nordcoreana in Malesia.

Il ristorante Pyongyang Koryo è il simbolo più visibile di una comunità che conta mille persone, costituito da una elite d’affari e lavoratori, riporta il South Morning China Post.

Le cameriere nell’unico ristorante nordcoreano indossano abiti tradizionali e intrattenere i commensali con canti e balli in una zona residenziale di Kuala Lumpur, ma non hanno molti contatti col mondo esterno. Così come gli altri lavoratori nordcoreani; ci sono poi le élite che anche mantengono un basso profilo. Business d’interesse principale sono aziende di animazione computerizzata, produzione, e alcune attività da mercato nero.

Ogni famiglia della Corea del Nord che vive all’estero riferisce all’ambasciata locale ogni mese per un debriefing e quando tornano in patria, subiscono una “rieducazione” prima di poter tornare tra la popolazione locale.

Sabato scorso circa 40 nordcoreani hanno fatto ritorno all’ambasciata a Kuala Lumpur, riportava la sudcoreana Chosun TV. L’ambasciatore della Corea del Nord ha parlato di “forze ostili” che agiscono nelle indagini sull’uccisione, e ha accusato Seoul di aver diffamato Pyongyang nel tentativo di distrarre l’attenzione mondiale dallo scandalo di corruzione che ha investito il presidente Park.

L’uccisione di Kim Jong Nam ha rapidamente raffreddato le relazioni tra Corea del Nord e Malesia, che erano state insolitamente calde, con un accordo di esenzione dal visto reciproca per i visitatori.
Si pensa che circa 100mila nordcoreani lavorino all’estero e le loro rimesse sono una preziosa fonte di valuta estera per il regime.

Secondo i commentatori locali le cameriere i lavoratori nordcoreani in Malesia non avevano neppure idea e notizia dell’uccisione, poiché sono chiusi nel loro universo controllato e hanno accesso a mezzi limitati e con materiale approvato.

Lo stesso vale per i minatori e gli operai nelle parti remote della Malesia, e anche se i lavoratori hanno visto la stampa internazionale, prosegue il giornale che intervista una serie di esperti, avrebbero trovato difficile capire la notizia, poiché la maggior parte di loro non sa che il loro capo aveva un fratellastro maggiore.

Graziella Giangiulio