Maldive. Paradiso perduto

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MALDIVE – Malè 12/11/2013. Pesanti scontri tra la polizia e i manifestanti l’11 novembre, dopo che il presidente uscente Mohamed Waheed ha annunciato la sua permanenza al potere sfidando l’opposizione parlamentare e gettando il paese in crisi. 

Waheed avrebbe dovuto dimettersi il 10 novembre, ma dal momento che nessun candidato ha raggiunto il 50% dei voti nelle elezioni presidenziali, l’ arcipelago dell’Oceano Indiano vive in un limbo costituzionale. «Dal momento che la costituzione non dice quello che deve accadere, la Corte Suprema ha deciso che il governo resterà in carica invece di creare un vuoto costituzionale», Waheed aveva dichiarato durante la notte, pochi minuti prima che il suo mandato siconcludesse ufficialmente. Mohamed Nasheed, già primo presidente democraticamente eletto nel 2008, costretto a lasciare il suo incarico in circostanze controverse nel 2012, ha passato il primo turno con il 47 per cento dei voti. Nel 2008, Nasheed aveva sconfitto Maumoon Abdul Gayoom, che aveva governato per 30 anni ed era stato accusato di essere un dittatore; i lealisti di Gayoom ora si oppongono al ritorno di Nasheed al potere. Il partito politico di Nasheed, che ha la maggioranza in parlamento, voleva che uno dei suoi membri governasse il paese fino al secondo turno il 16 novembre ma nel  braccio di ferro successivo la decisione è stata annullata. Dopo che Waheed ha annunciato la sua intenzione di restare al potere, circa mille sostenitori dell’opposizione sono scesi per le strade della capitale e hanno ingaggiato una serie di pesanti scontri contro la polizia che ha reagito. Le proteste si sono spente nelle prime ore dell’alba, e Waheed è stato visto lasciare l’isola. La crisi ha già colpito il turismo, fonte vitale di ricavi per le Maldive, e inoltre nelle isole morde già una pesante carenza di carburante e la presenza di gruppi islamici radicali sempre più attiva inizia a farsi sentire sempre di più.