L’Ue invita Beirut ad abolire la pena di morte

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di Antonio Albanese LIBANO – Beirut 10/10/2016. Il capo della delegazione dell’Unione europea in Libano, Christina Lassen, ha esortato le autorità libanesi ad abolire la pena di morte. L’invito, avvenuto il 9 ottobre, segue la mancata abolizione, non effettuata dal 2004, per questo le condanne a morte sarebbero ancora eseguibili nel paese.

In una dichiarazione nella Giornata mondiale ed europea contro la pena di morte, il 10 ottobre appunto, Lassen ha detto che l’Unione europea e il Libano hanno un dialogo regolare e aperto sui diritti umani, e, quindi, l’abolizione della pena di morte è uno dei temi prominenti nell’agenda dei loro colloqui bilaterali.

Lassen ha aggiunto poi che anche se l’ultima esecuzione in Libano ha avuto luogo nel 2004, la pena della condanna a morte viene ancora irrogata.

Lassen ha quindi esortato Beirut a ratificare il protocollo 2 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, che mira appunto all’abolizione della pena capitale.

Nel 2004, un movimento contro la pena di morte, che comprendeva sette legislatori, aveva proposto un progetto sulla sua abolizione. Tuttavia, l’assassinio dell’ex primo ministro Rafic Hariri nel 2005, così come i crimini che seguirono contro personaggi che si opponevano all’ingerenza siriana nel Paese dei cedri, hanno portato alla paralisi del parlamento libanese, e, quindi, impedito che la proposta venisse messa ai voti.