Il lobbista dei gruppi della Cirenaica

12

CANADA – Montreal 11/09/2015. Un gruppo militante libico che cerca di formare uno stato semi-autonomo nella parte orientale della Libia ha assunto un lobbista canadese, Ari Ben-Menashe, con sede a Montreal per aiutarlo a ottenere riconoscimento internazionale, vendere petrolio e ottenere denaro per armi e addestramento militare, riporta il quotidiano The National Post.

Con una parcella di 2 milioni di dollari per i servizi e un contratto firmato a dicembre e depositato negli Stati Uniti, Ben-Menashe, già protagonista di controverse vicende, aiuterà il governo della Cirenaica e il suo Consiglio di transizione a sviluppare relazioni con i governi stranieri, organizzazioni internazionali e società private. L’accordo prevede che Ben-Menashe cerchi «di ottenere il riconoscimento politico dalla Federazione russa, di rafforzare le vostre forze militari, fornendo sovvenzioni per le attrezzature militari e la formazione», riporta il quotidiano che poi prosegue «nel contratto si legge “cercheremo di fornire aiuti economici sollecitando acquirenti per il vostro petrolio in caso di necessità, così come per le navi cisterna per il trasporto di petrolio». Ben-Menashe ha detto al giornale che pensa di poter raggiungere questi obiettivi «più velocemente in Russia che negli Stati Uniti». Nato da genitori ebrei in Iran e già alle dipendenze del governo israeliano in ruoli d’intelligence, il sessantaduenne Ben-Menashe ha operato in paesi africaniocme la Sierra Leone, Zimbabwe ad esempio, e apri loro controversi leader. Si è stabilito a Montreal nei primi anni Novanta. Nel dicembre 2012, la sua residenza a Montreal è stato data alle fiamme. Lo stesso lobbista afferma che i suoi nuovi clienti sono guidati da Ibrahim Jadhran, che frustrato dalla lentezza delle riforme, dalla corruzione all’interno dell’autorità centrale e dalle continue violenze, ha preso il controllo di almeno cinque terminali petroliferi nella parte orientale della Libia.
«Vogliono che la Libia diventi una confederazione in cui il potere è condiviso da tre regioni distinte e in cui i diversi gruppi etnici e le tribù possano tutte andare d’accordo tra di loro», afferma Ben-Menashe; «Non sono alla ricerca della piena indipendenza e sovranità, ma di poter controllare le proprie risorse naturali, i loro sistemi di istruzione e medici, la fiscalità e la sicurezza interna». Ben-Menashe sarebbe stato a Bengasi ai primi di dicembre, dove ha incontrato Jadhran.