Lo scisto unisce Chevron e Ypf

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ARGENTINA – Buenos Aires. La Ypf, società di Stato argentina a corto di liquidi, ha firmato un accordo di partnership con Chevron Corp. per un “massiccio sviluppo” non convenzionale di petrolio e delle risorse di gas nel paese sudamericano.

Il presidente Ypf Miguel Galuccio e il direttore della Chevron in America Latina e in Africa, Ali Moshiri, hanno firmato una lettera di intenti per avviare un progetto pilota con la perforazione di oltre 100 pozzi di scisto entro i 12 mesi successivi nella zona di Vaca Muerta in Patagonia. YPF spera che lo sforzo possa aiutarla ad incrementare la produzione per soddisfare le crescenti richieste energetiche dell’Argentina. Il progetto pilota costerà 1 miliardo di dollari, mentre salirebbe ad oltre 15 miliardi di dollari per lo sviluppo integrale di Vaca Muerta, formazione scoperta nella provincia di Neuquen nel 2010.

L’Argentina ha espropriato la quota di maggioranza di YPF dalla spagnola Grupo Repsol nel mese di aprile 2012 dopo aver accusato la società spagnola di aver dissanguato Ypf, costringendo così l’Argentina ad importare quantità record di energia non potendo in conseguenza investire in altre operazioni nel Paese.

Galuccio, scelto dal presidente Cristina Fernandez dopo la nazionalizzazione della società, si è detto felice per l’accordo con Chevron. Fin dall’inizio del suo incarico, Galuccio aveva insistito sulla necessità per Ypf di trovare partner disposti a investire a lungo termine sullo sviluppo del potenziale energetico dell’Argentina.

L’accordo preliminare è fondamentale per i piani di sviluppo di Ypf: gli esperti argentini ritengono che quelle di Vaca Muerta siano le terze più grandi risorse di scisto in tutto il mondo e che occorre incrementare la produzione della società, ridotta quando era sotto il controllo di Repsol.

L’Argentina, però, ha bisogno di miliardi di dollari per lo sfruttamento delle riserve energetiche, e fino ad ora con le proprie aziende petrolifere non era riuscita neanche a entrare in gioco. La controversia su Ypf tra il govenro argentino e la Repsol è aperta: la società spagnola ha accusato il governo di interferire sul mercato e ha minacciato di citare in giudizio qualsiasi partner per gli investimenti da 10 miliardi di dollari che l’Argentina ha trovato da quando ha nazionalizzato Ypf.

Repsol aveva dato seguito alle sue minaccia di citare Chevron in giudizio in un tribunale di New York agli inizi di dicembre 2012 per evitare che il gigante del petrolio degli Stati Uniti potesse sviluppare le risorse energetiche argentine. La società spagnola aveva chiesto a un giudice di bloccare la collaborazione Chevron – Ypffino a quando la gestione della società argentina fosse rimasta nelle mani del governo. L’azione legale federale segue altre azioni legali che Repsol ha iniziato a Madrid e Washington chiedendo compensazioni dall’Argentina.

Il direttore della Chevron, Moshiri, ha detto che non c’è alcuna base giuridica per la causa: «Ciò che è in possesso di Repsol è del tutto irrilevante e non può danneggiare il rapporto che abbiamo con Ypf (…) Qualunque cosa accada, non riuscirà a bloccare il progresso (…) Siamo in grado di continuare i nostri investimenti in Argentina (…) Ypf è il massimo quando si tratta di tecnologia e risorse umane», aggiungendo che le aziende prevedono di elaborare un accordo definitivo nel più breve tempo possibile.

La Chevron, con sede a San Ramon, in California, ha avuto un rapporto di collaborazione con Ypf fin dai primi anni Novanta. Le aziende hanno già firmato un memorandum d’intesa a settembre 2012 per lo sviluppo congiunto delle riserve di scisto argentine, potenzialmente secondo solo agli Stati Uniti e alla Cina.