Scandali al litio in Cile

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Il governo cileno ha revocato le concessioni per l’estrazione di litio alla Sociedad Quimica y Minera de Chile (Sqm). Le concessioni si trovavano tutte nella zona settentrionale del Paese, riconoscendo delle difficoltà nella concessione dei contratti.

La Commissione speciale governativa ha dato ragione al ricorso presentato da uno dei concorrenti non assegnatari. La Minera Li Energia SpA, sussidiaria cilena della statunitense Li3Energy, a sua volta parte di un consorzio guidato dalla sud coreana Posco, ha fatto ricorso sostenendo che la Sqm non avrebbe dovuto neanche partecipare al bando viste le sue pendenze giuridiche con diversi enti govenrativi, fatto che esclude direttamente dalla partecipazione ai bandi di gara. La presenza di Sqm ha già fatto ricusare il ministro delle Miniere, Hernan de Solminihac, il cui fratello è un dirigente della Sqm, uno dei leader mondiali del litio. Il codice minerario del 1973 def

inisce il litio una risorsa strategica del Paese, non concepibile ai privati salvo il caso di speciali contratti con lo Stato,oggi definiti Ceol. 

l governo cileno afferma di aspettarsi introiti per 350 milioni di dollari attraverso la vendita di un 7% di royalty sul litio, componente essenziale nelle batterie di qualunque tipo e nelle auto ibride.

La domanda globale per questo minerale è triplicata negli ultimi dieci anni e il suo prezzo è salito da duemila dollari a tonnellata nel 2001 a circa seimila dollari a tonnellata quest’anno.