LIBRI. Tra Hitchcock e Kafka: i mondi di Sidney Orr

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«Ero stato malato per molto tempo. Il giorno in cui lasciai l’ospedale camminavo a fatica e quasi non ricordavo più chi avrei dovuto essere».

L’incipit del libro ci presenta Sidney Orr, uno scrittore newyorkese, che scampato alla morte a seguito di una lunga malattia e minato dal gravoso stato fisico e psichico cerca gradualmente di riappropriarsi della propria vita e di riconquistare quell’estro creativo che prima lo animava e da cui attingeva la propria forza.

Il pretesto per ricominciare a scrivere gli viene offerto dall’amico John Trause, anch’egli scrittore di successo, che gli suggerisce lo spunto per lavorare ad un’idea, che  sarà d’ispirazione perla genesi creativa di Sidney Orr, attingendo da un libro di Dashiell Hammet, il Falcone Maltese.

Esattamente nel settimo capitolo del libro sopracitato il signor Flitcraft, dopo essersi salvato miracolosamente e in maniera del tutto fortuita dalla caduta di una trave, si rende conto di come tutto sia governato dal potere distruttivo del caso. Flitcraft scosso dall’accaduto metterà in discussione la propria esistenza uscendo dalla propria vita e scomparendo.

L’acquisto di un taccuino blu di fattura portoghese acquistato nel negozio del signor Chang a New York, rappresenterà  per lo scrittore Sidney Orr, la possibilità per ricominciare a scrivere, e per Paul Auster sarà l’occasione per inserire più piani narrativi all’interno del testo.

«Non so dire perché, ma quelle dimensioni mi diedero una sensazione di profondo appagamento, e tenendo per la prima volta il taccuino fra le mani provai un che di simile al piacere fisico, un’espansione di benessere istantaneo e inspiegabile. Solo quattro taccuini restavano nella pila, ciascuno di un colore diverso: nero, rosso, marrone e blu. Scelsi quello blu, che casualmente era anche il primo in alto».

Mentre dalla penna di Auster nasce Sidney Orr, dalla penna di Sidney Orr nasce Nick Bowen, un giovane editor che riceve il manoscritto di un romanzo dal suggestivo titolo di La notte dell’oracolo e che, come il signor Flitcraft, abbandonerà il proprio corpo sociale per essere se stesso nei panni di un altro.

Il taccuino blu sarà una porta letteraria che riuscirà a profetizzare, in maniera sincronica, i due mondi. 

L’autore ci vuole far capire che ogni parola, nel gioco delle sue combinazioni, occupa un posto e crea mondi possibili e chirurgicamente reali; perché ogni parola che nasce nel presente trova il proprio spazio nell’anticipazione probabile del futuro.

«I pensieri sono reali, le parole sono reali. Tutto quello che è umano è reale, e a volte conosciamo le cose prima che succedano anche se non ne siamo consapevoli. Viviamo nel presente, ma il futuro è dentro di noi in ogni momento. Forse scrivere è proprio questo, Sid. Non registrare i fatti del passato, ma far succedere le cose nel futuro».

In alcune occasioni il taccuino sarà uno specchio futuro della vita di Sidney, che comincerà a mettere in discussione la propria integrità per arrendersi anch’egli all’ineluttabilità degli eventi.

Tracciando ombre sulla vita passata dei protagonisti del romanzo senza mai però svelare, di fatto, il motivo reale dello stato di inquietudine, l’autore ci svela la complessità che si cela dietro ogni apparente vita normale.

È questo il caso della moglie di Sidney, Grace, che si lascerà pervadere momentaneamente da un implosivo e irrequieto sentimento di colpevolezza e che metterà in discussione il rapporto con il marito, senza che l’urgenza letteraria dello scrittore venga in nostro soccorso per spiegarci cosa stia succedendo.

Paul Auster ci introduce in un mondo fin troppo reale dove le persone hanno segreti e spesso agiscono senza volersi per forza spiegare.

Da un estratto del libro:

«Grace chiuse gli occhi e sorrise. – Tu mi hai sempre amata, vero Sidney?

  • Sono io in debito con te, Sid. Più di quanto tu non sappia…più di quanto non saprai mai. Posso sopportare di tutto pur di non deluderti.
  • Non capisco.
  • Tu non devi capire. Basta che continui ad amarmi e tutto andrà a posto da sé.

Era la seconda conversazione sconcertante fra noi due nelle ultime diciotto ore. Anche stavolta Grace aveva accennato a qualcosa a cui si rifiutava di dar nome, una specie di intimo turbamento che sembrava assillarle la coscienza e mi lasciava smarrito, a brancolare come un ebete nel tentativo di capire cosa stesse succedendo».

Lo stesso mentore John Trause, amico di famiglia della moglie di Sidney, non è immune dal gioco della vita trascorsa, e come tutti, sembra celare antichi segreti.

L’elaborazione delle idee letterarie e l’eventualità che la direzione prescelta possa arbitrariamente puntare verso altri lidi è la possibilità che ha il processo creativo per dare vita al romanzo. 

Durante la lettura del testo, seppur in maniera marginale, assistiamo ad una sorta di metodologia lavorativa, dove la tecnica, il talento e l’azione compulsiva dello scrivere sono anch’essi protagonisti dell’opera.

Come in un thriller (METTERE LINK A thriller), tutti gli intrecci, creati ad arte dallo scrittore, convergono verso un finale che non cerca di risolvere le questioni in sospeso, bensì crea un’ipotesi plausibile degli eventi.

Ad un certo punto del libro, Sidney Orr che soffre spesso di epistassi a causa del suo stato cagionevole di salute, si reca in bagno per medicarsi; con ammirazione vorrei portare all’attenzione del lettore, come Paul Auster riesca a rendere poetico e vibrante un momento che per molti è solo tradotto come epistassi.

«Come sembrava rosso, il sangue, sulla porcellana bianca del lavandino. Che immaginazione accesa in quel colore, che shock estetico. Al paragone gli altri fluidi che escono da noi sono zampilli pallidissimi, insulsi. Saliva biancastra, seme lattiginoso, orina gialla, muco verde-bruno. Espelliamo colori autunnali e invernali; ma correndo invisibile nelle nostre vene, la vera sostanza che ci tiene in vita è il vermiglio di un artista pazzo – un rosso vivo come vernice fresca».

Ringrazio per lo sforzo il traduttore del testo Massimo Bocchiola.

Simone Lentini

La notte dell’oracolo
Paul Auster

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 207 p., Brossura
EAN: 9788806176587