LIBRI. Quanto sono intelligenti le nostre cellule?

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«Le influenze dell’ambiente, compreso il nutrimento, lo stress e le emozioni, possono modificare i geni senza modificarne il modello di base. E queste modificazioni, come ha scoperto l’epigenetica, possono essere trasmesse alle generazioni future esattamente con i modelli del DNA, ovvero attraverso la doppia elica [Reik e Walter 2001; Surani 2001]».

Bruce Lipton, biologo cellulare, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin.

Il testo Biologia delle credenze, supportato da una lunga serie di dati scientifici, introduce il concetto di epigenetica attraverso lo studio delle cosiddette “cellule intelligenti”. L’osservazione di queste cellule e il loro funzionamento mette in luce, secondo Lipton, il fatto che il vero cervello risieda nella membrana, l’involucro esterno, che recepisce le sollecitazioni provenienti dall’ambiente adeguandosi di conseguenza.

Basandosi su questi presupposti il paradigma assiomatico per cui il nucleo è il responsabile del funzionamento delle cellule viene a cadere.

«Quando fornivo un ambiente sano alle mie cellule, prosperavano; quando l’ambiente era meno che ottimale, stentavano. Mettendo a posto l’ambiente, le cellule “malate” si riprendevano (Lipton)».

Nel testo è dominante l’idea che aver sottovalutato l’influenza dell’ambiente esterno abbia portato all’eccessiva convinzione che i geni siano gli unici responsabili dei processi biologici. Il determinismo genetico, cercando di semplificare un pensiero di per sé molto complesso, è l’ipotesi secondo cui soltanto i geni definiscono la maniera in cui un organismo agisce o cambia nel tempo; a conti fatti il determinismo genetico, rapportato all’organismo pluricellulare umano, esclude l’idea che l’interazione di molteplici fattori genetici e ambientali possa essere invece la reale causa di malattie come il cancro, le malattie cardiovascolari e il diabete.

Letteralmente la scienza dell’epigenetica significa “controllo sul patrimonio genetico”.

Lo studio della fisica dei quanti getta i presupposti per sanare la frattura tra la mente e il corpo, dove il cervello, durante il suo scambio energetico, riesce a generare “molecole di emozione”. Così come un’emozione-energia consapevole può essere fonte di salute, un’emozione-energia negativa può far ammalare un corpo sano.

Da un estratto del libro: «Il fatto che l’energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2 . In parole semplici, questa equazione dice che l’energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce ( c ). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L’Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l’energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate».

La fisica dei quanti ci apre le porte della percezione olistica dove tutto è interconnesso e dove gli scambi di energia tra materia e onde gioca un ruolo fondamentale nella salute e nelle malattie.

Dal microcosmo, prendendo in esame l’atomo quantico, al macrocosmo, prendendo in considerazione l’idea mitologica greca di Gaia, la nostra terra, assistiamo alla continua interazione di campi energetici interdipendenti e integrati tra loro.

Molto interessante è il capitolo sull’effetto placebo e l’effetto nocebo nel capitolo V, dove si evince chiaramente il ruolo della mente del determinare processi curativi o distruttivi.

Gli ultimi due capitoli che fanno riferimento alla genitorialità consapevole, ovvero l’idea di mettere al mondo essere umani che credano nelle loro potenzialità, e all’idea di spirito correlato all’ipotetica memoria cellulare possono sembrare discutibili ma sono coerenti con il percorso intrapreso dall’autore durante tutta la lettura del testo.

Ognuno di noi è, inconsapevolmente, il risultato del proprio condizionamento culturale e in virtù di questo non può essere scevro da quei pregiudizi automatici che ne determinano la provenienza culturale del tempo.

Ho voluto fare questa piccola dissertazione perché leggere il libro di Lipton significa aprire i propri orizzonti culturali consci del fatto che la nostra formazione sarà un ostacolo alla consapevole acquisizione del testo.

Biologia delle credenze probabilmente aumenterà i vostri dubbi creando una possibilità alternativa al nostro sapere “sicuro e confortevole”.

Sono fermamente convinto che il dubbio è l’anticamera della scoperta.

Simone Lentini

La biologia delle credenze. Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula
Bruce H. Lipton

Traduttore: G. Fiorentini
Editore: Macro Edizioni
Collana: Scienza e conoscenza
Anno edizione: 2006
Pagine: 264 p.
EAN: 9788862293839