LIBRI. La speranza tradita di Kawataba

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Sinceramente quando ho cominciato a leggere il libro di Kawabata, Il paese delle nevi, speravo, poiché sin dalle prime pagine l’eleganza della prosa mi aveva molto colpito, di avere la possibilità di leggere un piccolo capolavoro. Passato lo stupore per le indubbie capacità poetiche dell’autore mi sono ritrovato a leggere un romanzo ripetitivo con una storia povera, dove molti, anzi troppi, particolari hanno solo un impatto visivo e non danno una direzione al proseguo dell’iter narrativo.

In una stazione termale, sulla costa occidentale della maggiore isola del Giappone, assistiamo all’incontro tra Shimamura, un uomo ricco dai modi raffinati e sensibile alla bellezza estetica nella sua globalità, e Komako, geisha delle terme, donna a tratti ribelle ma molto attenta a non allontanarsi troppo da ciò che deve rappresentare.

L’autore gioca con le contrapposizioni sia fisiche che sensoriali. Al grande freddo della regione contrappone spesso il calore dei corpi, lasciando al lettore troppo spazio interpretativo. Chi legge si trova a vagare da solo alla ricerca di qualche simbologia sotterranea che dia maggior valore alle parole. 

L’isolamento geografico della regione limita fortemente la possibilità di poter vedere il proprio futuro; il passato riecheggia attraverso le antiche tradizioni ma intrappola i personaggi in un tempo immobile. Ogni ritorno di Shimamura mette in moto una noiosa routine. Le dinamiche interpersonali si ripetono e il lettore rimane in perenne attesa che qualcosa succeda.

Le descrizioni dei posti mi hanno colpito molto, l’attenzione ai particolari, legati ad un medesimo istante, ci fanno percepire l’occhio attento dello scrittore ma il momento rimane troppo circoscritto e la bellezza del quadro che l’autore ci ha appena “dipinto” rischia di rimanere un potente e ben riuscito esercizio stilistico ed estetico.

«Nelle profondità dello specchio si susseguiva il paesaggio notturno, lo specchio e le figure riflesse simili a pellicole cinematografiche sovrapposte. Le figure e lo sfondo non avevano alcuna affinità tra loro, eppure le figure, trasparenti e inconsistenti, e lo sfondo, vago nell’oscurità, si mescolavano in una specie di mondo simbolico, ultraterreno. Specialmente quando una luce persa tra i monti brillava al centro della faccia riflessa della ragazza, Shimamura sentiva gonfiarsi il petto per quell’inesprimibile bellezza».

L’aspettativa di trovare, da questa perenne stasi, delle ricche e articolate indagini introspettive da parte dei due personaggi principali viene continuamente disattesa. I dialoghi molto asciutti anticipano delle pause di riflessione richiamando uno spazio letterario che rimane vuoto.

Ringrazio per la traduzione Luca lamberti.

Simone Lentini 

Il paese delle nevi
Yasunari Kawataba

Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 152 p.
EAN: 9788806221263