LIBRI. I volti oscuri di Bad City Blues

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New Orleans. Cicero Grimes, uno psichiatra che vive ai margini di una società pesantemente compromessa, si trova coinvolto in un losco affare, dove una montagna di soldi, una donna sexy ed affascinante, che lui stesso ha aiutato ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza, un fratello dal passato torbido ed un capitano di polizia corrotto contribuiscono ad arricchire uno scenario ricco di spunti e di situazioni al cardio palma.

Anche se gli ingredienti del romanzo Bad city blues sembrano richiamare il più classico e superficiale dei romanzi d’azione, si commetterebbe un grave errore liquidandolo come un semplice romanzetto da spiaggia.

L’ingrediente fondamentale che trasforma il romanzo in qualcosa di veramente unico è l’incredibile capacità dello scrittore, Tim Willocks, nel delineare lo spessore psicologico dei personaggi, dove la convivenza del doppio, nel gioco viscerale tra violenza e ascolto empatico, crea figure dotate di uno spessore proprio.

Il lettore, in maniera automatica, entra ed esce da ogni situazione perché riesce a vedere con gli occhi di tutte le personalità inserite nel racconto. Trecentosessanta gradi letterari filtrano cognitivamente realtà singole di uno stesso contesto.

La violenza, il sesso e la strisciante sensazione che il lerciume e il male assoluto alberghi in ognuno sono tradotti da un linguaggio che non lascia scampo e che, in maniera lucida e diretta, non accetta compromessi.

La volgarità è funzionale all’ambiente e catapulta il lettore dentro immagini raccapriccianti ma inesorabilmente possibili.

Il sangue, l’idea di morte che scaturisce da esso, il legame che ne deriva dallo stesso e che nonostante tutto unisce cuori che strisciano e che puzzano di odio, gli umori sessuali, le penetrazioni rabbiose e l’esiguo valore di una vita davanti alla conquista del potere rischiano di cancellare e soffocare quell’urlo, apparentemente sterile, di quelle persone che, come un macigno, sono costrette a convivere con segreti inconfessabili e laceranti.

Tutti i personaggi cercano una liberazione. Tutti chiedono solo di essere ascoltati, almeno una volta, per avere la possibilità di raccontare quella verità che ha liberato il mostro dentro di loro e che gli provoca dolore.

Una rapina e l’ingente malloppo sono solo il polo gravitazionale della storia, ma il vero focus emotivo del romanzo sono i personaggi stessi e il loro spessore. Una famiglia dove due fratelli differenti si cercano per uccidersi perché l’odio li guida, ma il loro legame li àncora ad una regola ancestrale, che li tormenta e li divide.

Il passato non giustifica gli attori, ma contribuisce alla loro imperfetta creazione.

L’autore ci indica la strada, ci descrive particolari precisi, senza mai limitare la libertà del lettore. Il ritmo serrato dell’azione viene intervallato da odori e sensazioni che rendono reali e probabili situazioni spesso agghiaccianti.

Dallo psichiatra Cicero Grimes, al violento Luther Grimes, al corrotto capitano della polizia, Clarence Jefferson,e alla ex prostituta Callie, tutti disegnano il proprio confine seguendo quella linea di sangue che divide il mondo in giusto e sbagliato, e dove ognuno si è creato una propria morale per non soccombere allo schifo che li circonda.

«Jefferson ebbe la tentazione improvvisa di toccare quelle carni, di stringerlo a sé. Non era desiderio sessuale. Impossibile. Era una cosa più complicata del sesso. La lussuria era una roba che eiaculavi nelle donne, preferibilmente puttane. No, lui voleva solo ridurre la distanza, solo scavalcare l’odio e l’aggressività di Grimes. Senza saperlo aveva aspettato anni un’occasione come questa e adesso era tremendamente importante: doveva farsi capire da Grimes. Almeno un persona doveva comprenderlo. Non avrebbe più avuto un’occasione come questa. Se fosse riuscito a penetrare in quella natura violenta ce l’avrebbe fatta. Ecco perché non poteva lasciarlo andare. Perché doveva continuare a punirlo».

Un libro senza compromessi, con un linguaggio forte e spietato che non cerca di piacere a tutti, da cui è stato tratto un film omonimo nel 1999.

Ringrazio per la traduzione Giancarlo Carlotti.

Ringrazio il caso per avermi fatto scoprire un autore come Tim Willocks.

Bad city blues
Tim Willocks

Traduttore: G. Carlotti
Editore: Cairo Publishing
Collana: Scrittori stranieri
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 20/05/2008
Pagine: 270 p., Rilegato
EAN: 9788860521736

Simone Lentini