LIBRI. Harry Quebert, il romanzo e la serie tv

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Marcus Goldman, trentenne, è uno scrittore che già con la sua prima pubblicazione si è guadagnato la stima e il consenso di gran parte dei critici letterari e del pubblico.

Alle prese con la stesura del secondo romanzo si trova in una situazione di stallo, la vena creativa sembra essersi esaurita e così il foglio rimane bianco. A rendere la situazione più critica si aggiungono le pressanti telefonate dell’editore che gli ricorda di rispettare la scadenza in virtù di un contratto firmato tempo addietro.

Per ritrovare l’ispirazione Marcus Goldman pensa di affidarsi ai consigli di Harry Quebert, suo mentore e amico ai tempi dell’università, una figura paterna e anch’egli uno scrittore di successo con un libro intitolato Le origini del male, un libro sull’amore proibito.

Harry lo convince a trasferirsi da lui a Goose Cove, nei pressi del piccolo e tranquillo paese di Aurora, nel New Hampshire, che si affaccia sull’oceano.

Tornato a New York con l’ombra del fallimento poiché l’ispirazione promessa non ha trovato la sua manifestazione, Marcus apprende dai media che il suo amico è stato appena arrestato con l’accusa di omicidio. Nel giardino di Harry Quebert è stato rinvenuto il cadavere di una giovane ragazza, poi identificata come Nora Kellergan, sparita trentatré anni prima e all’epoca quindicenne.

Marcus torna ad Aurora convinto dell’innocenza del suo amico. Affiancato da un sergente di polizia, Perry Gahalowood, inizia ad indagare sul caso scoprendo che la ragazza nel lontano 1975, prima di sparire aveva avuto una relazione con il suo amico e che Il libro Le origini del male nasconde molti segreti.

L’inizio delle indagini sono per l’autore, Joel Dicker, il pretesto per giocare con più piani temporali, dove i personaggi, ben delineati, raccontano le proprie storie dal loro punto di vista.

Le implicazioni degli abitanti di Aurora con il caso e l’inserimento, ad hoc, di alcuni colpi di scena concorrono a dare ritmo e fluidità al testo che mai, nonostante la mole del volume, risulta noioso e statico.

Mentre il focus del romanzo rimane ben centrato sulle indagini, il mondo che a poco a poco si costruisce attorno al paesino di Aurora e all’emblematica figura del professor Quebert si completa e il lettore si trova immerso nella vita sociale del luogo con tutte le sue ipocrisie e le sue debolezze.

Ci si interroga, moralmente, sulla possibilità dell’amore tra una ragazza di quindici anni e un uomo di trentaquattro, dove la matrice culturale ti obbliga a vietare, a prescindere, che ciò possa accadere.

Un inevitabile conflitto tra la carne e il diritto in tutte le sue forme.

Mi ha impressionato molto la capacità dell’autore di creare una possibile verità che con un colpo di scena si sgretola per dar vita, a sua volta, ad un’altra altrettanto credibile e forse vera. L’incertezza e l’ambiguità dei personaggi crea quel dubbio che fa viaggiare il lettore sino alle ultime pagine. 

Un amore distruttivo che avvelena un piccolo paesino della provincia americana, ma che al contempo mette a nudo quegli istinti ancestrali dell’uomo dove lo spazio tra la vita e la morte nasconde un prezzo da pagare.

Nel testo è forte il valore dell’amicizia legato a quel sentimento di fiducia che, come un alchimia, si crea quando una persona sceglie profondamente l’altro come amico.

All’interno del testo, tra un capitolo e l’altro, l’autore come fosse un binario parallelo, inserisce dei consigli sulla scrittura; consigli che Herry Quebert, dà al suo amico Marcus Goldman nel suo lungo apprendistato di scrittore e di uomo.

La finestra secondaria che l’autore ci apre sul mondo della scrittura e sull’editoria ci permette di scoprire alcuni segreti sulla metodologia dello scrivere e sul suo processo creativo; dal punto di vista meramente commerciale ci si rende conto di come il mondo editoriale veda nel prodotto “libro” solo l’aspetto veniale e la possibilità di sfruttare al meglio le potenzialità del prodotto scavalcando e triturando qualsiasi questione di natura etica e morale. Il libro diverrà presto una miniserie televisiva diretta da Jean-Jacques Annaud.

L’unico difetto che ho trovato nel romanzo sono, alle volte, i dialoghi un po’ troppo televisivi e in virtù di questo innaturali.

Per il resto considero La verità sul caso Harry Quebert un libro, nel suo genere, ben articolato, dal linguaggio semplice e diretto, dove tutti gli elementi confluiscono verso un’unica direzione e danno il loro contributo per scandire e periodizzare le varie fasi del romanzo.

Ringrazio per la traduzione del testo Vincenzo Vega.

Simone Lentini 

La verità sul caso Harry Quebert
Joël Dicker

Traduttore: V. Vega
Editore: Bompiani
Collana: Narratori stranieri
Anno edizione: 2013
Pagine: 779 p., Brossura
EAN: 9788845273285