LIBRI. Amore, ribellioni e pogrom nell’Inghilterra medievale

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XIII secolo. In Inghilterra Re Enrico III deve urgentemente sedare le rivolte dei baroni che non vogliono assoggettarsi alla tassazione eccessiva della corona. Nel frattempo la comunità ebraica tacciata di usura e di praticare omicidi rituali viene duramente perseguitata. 

Le problematiche sociali e politiche inseriscono i personaggi de Il marchio dell’innocenza (Aracne) in un preciso contesto culturale. Con accuratezza la scrittrice, Cristina Del Tutto, fa muovere i suoi personaggi all’interno delle regole del tempo e lascia liberi i personaggi di vivere secondo le proprie differenze caratteriali.

Il principe Edoardo, futuro Re d’Inghilterra, si innamora, in maniera ossessiva, della sua vecchia compagna di giochi, Gloriana, figlia di Lord Arthur Midmay, Conte di Lincoln. L’amore inizialmente corrisposto viene però ostacolato dalle ferree regole della corona che devono assicurare e garantire, con la combinazione del giusto matrimonio, una solida discendenza regale.

Gloriana è un adolescente che scopre l’amore e che cresce all’interno di regole ben definite, dove la libertà di scelta non è mai donna e dove la vita dei servi e dei popoli sottomessi era un bene superficialmente sacrificabile che rispondeva esclusivamente alla volontà della corona e dei suoi alleati. Gli episodi di violenza che incontriamo durante la lettura sono un mezzo, per il lettore, per capire come venisse usato il potere e con quale libertà la nobiltà potesse disporre della vita altrui.

In questo contesto, a scuotere un precario equilibrio, incontriamo Robert Roth, un giovane mercante di stoffe ebreo. Tra il giovane mercante e la giovane Gloriana nasce un sentimento puro che scatenerà, in primis, l’ira del padre, Lord Arthur Midway, e di conseguenza destabilizzerà un intero sistema.

La giovane adolescente, cresciuta in un mondo ovattato, dovrà fare i conti con una realtà cruda e maligna e scoprirà a sue spese la parte oscura dell’uomo e della figura paterna.

Da un estratto del libro: «Se solo avessi veduto appena la metà di quello che i miei occhi hanno visto non parleresti così! – esclamò Gloriana alzandosi repentinamente e prendendo a girare per la stanza, tentennando e senza meta. – Queste mura, le mura dei nostri castelli che ci dovrebbero proteggere dal mondo esterno sono solo barriere costruite per permettere a persone come me di vivere di frivolezze, attorniate da qualsiasi lusso che possa essere comprato. Anche tu dovresti avercela con me – continuò voltandosi verso Brigida, – costretta a servirmi, ad ascoltare i miei racconti fingendo di essere interessata. Ma la verità è che tu non hai altra scelta. Non puoi scegliere. Non puoi scegliere di andar via lontano».

Sono rimasto particolarmente colpito di come il tempo della lettura sia propedeutico alla formazione e alla crescita dei personaggi che si evolvono e si lasciano scoprire con lucida naturalezza.

Lo stile classico e descrittivo si sposa molto bene con l’intento della scrittrice di creare un mondo lontano, dove l’occhio letterario ha la necessità di vedere e scrutare le penombre necessarie alla profondità della narrazione.

Lo stesso tentativo di ribellione di Gloriana nei confronti del padre e dell’intero sistema che la vuole sottomessa ad un gioco più grande di lei è ben strutturato e non sfugge al fatto che la stessa Gloriana è figlia del suo tempo. L’instabilità caratteriale della ragazza non sono i capricci di un’adolescente, bensì è il risultato dello scontro interiore tra la percezione di una giustizia superiore e lo spirito culturale e coercitivo del tempo nella quale, suo malgrado, è costretta a vivere.

Una distonia cognitiva che fungerà da vero e proprio detonatore sociale.

Il ritmo degli eventi crea un continua tensione e crea quell’aspettativa necessaria che ti costringe a voltare la pagina.

L’edizione Aracne è ben curata, le pagine bianche e lo stile scelto per le parole sono un piacere per gli occhi.

Consiglio ai lettori di leggere l’introduzione solo alla fine e non all’inizio; naturalmente è un consiglio personale, poiché penso che una storia ben scritta, ed è questo il caso, non abbia bisogno di spiegazioni anticipatorie.

Ringrazio l’autrice, Cristina Del Tutto, per avermi regalato un imprevisto viaggio nel tempo.

Simone Lentini