LIBRI. Affetti cure e manutenzione

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Scorrendo l’indice di La manutenzione degli affetti di Antonio De Pascale, si potrebbe cadere in errore nel considerarla solo una raccolta di racconti. Il titolo accattivante, se scegliamo di spendere qualche secondo, cerca di indicarci la rotta verso cui naufragare senza perderci.

Sin dalle prime pagine il lettore si trova a tu per tu con il disagio, con quel senso di vuoto che solo un affetto strappato può lasciare.

Come un “Carpe Diem” retroattivo cogliamo l’attimo di quei secondi che squarciano quel lento e inesorabile oblio di chi dalla vita non vede altra soluzione che arrendersi pur continuando ad esistere.

Con uno sguardo attento al particolare che sublima l’intera azione dei personaggi assistiamo, come testimoni inconsapevoli, al dolore di chi resta e di chi subisce i colpi che il tempo sceglie di infliggere alle vite di ognuno.

Nei silenzi introspettivi che l’autore traduce in pensieri letterari troviamo ogni volta un senso di appartenenza, perché quello che De Pascale ci descrive sono squarci casuali di vita, quasi sussurrati. Come quell’uno nessuno e centomila pirandelliano che ogni giorno, con il peso della propria storia, condivide i nostri spazi e di cui noi, volenti o nolenti, facciamo parte.

È in questo contesto che le diverse storie si ritrovano per dar vita ad un unico romanzo, dove lo scrittore con il suo stile essenziale e con brevi e incisivi periodi, ci restituisce, senza la pretesa di spiegare o giustificare gli eventi, unici momenti che compongono la memoria di chi vive.

Nel primo racconto, che dà il titolo al libro, un uomo si interroga sul significato dell’amore, direzionando le sue speculazioni sul tramonto del proprio matrimonio, sull’inesorabile logorio della quotidianità meccanica e sul significato casuale dell’incontro, quando, da innamorati, scegliamo di renderlo unico definendolo “destino”.

«Avrebbero dovuto dircelo tempo fa che non eravamo predestinati, spiegarci che quel quadro non ci riguardava affatto, che le coincidenze non fondano l’amore».

Che sia un bambino che tenta il suicidio per recuperare il calore di una famiglia divisa, o il dolore di un genitore che cerca di espiare i propri sensi di colpa per non essere riuscito a proteggere il proprio figlio, si ha l’impressione, ogni volta, di avere a che fare con una realtà plausibile e tangibile.

Da lettori rimaniamo coinvolti dall’effettiva possibilità che quel momento, se non ci ricordiamo che gli affetti necessitano di una manutenzione quotidiana, possa anche essere il nostro.

Ci potrebbe capitare di essere consumati, come gli impiegati ministeriali dell’ultimo racconto, da quella sorda e quasi impercettibile routine quotidiana che rimanda sistematicamente al domani qualsiasi forma di riscatto, mentre intorno tutto scorre e perde colore.

«Poi, ad alcuni passa. Da giovani ministeriali diventano ministeriali e basta. E’ vero, l’ascensore si ferma al piano sbagliato, ma ci si abitua a tutto. Giorno dopo giorno. Ad altri non passa. Si attenua. Poi torna. C’è anche chi comincia ad avere problemi con la moglie: non dice niente a nessuno ma tutti se ne accorgono.

Perché i ministeriali sanno quando il collega di stanza si avvicina alla depressione».

Un libro che usa le parole come mezzo per creare immagini senza la pretesa del giudizio.

Un libro che si serve dell’autore per raccontare la meccanica logora degli affetti.

Un unico difetto è la brevità dei racconti. Il ritmo frenetico delle parole crea i tempi giusti ma nel momento in cui il personaggio comincia a riflettersi nello specchio empatico del lettore, di colpo svanisce.

Simone Lentini 

La manutenzione degli affetti
Antonio Pascale

Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
EAN: 9788806221270