LIBRI. 2020. Il mondo in guerra?

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Il 2020 è dietro l’angolo, carico di speranze, ma anche di paure globali. Con un mondo che già lotta per gestire i conflitti in diversi continenti, con le spese per la sicurezza e la difesa sotto enorme pressione e in diminuzione, è il momento di pensare l’impensabile ed esplorare cosa potrebbe accadere se…

Il libro 2020. World of War, scritto da due ex militari, che ora lavorano nella strategia di difesa e nella risoluzione dei conflitti, Paul Cornish e Kingsley Donaldson, ci guida attraverso una visione credibile e assolutamente convincente delle minacce da qui al 2020: dalla sicurezza informatica alla tecnologia degli armamenti, dalla geopolitica alle operazioni sotto copertura. Per i lettori non sudditi di sua Maestà britannica, il testo va in alcuni passi “preso con le molle” ma risulta nel complesso intrigante e affascinante nella lettura. 

Il punto di partenza è un altro libro. Nel 1978, un libro dal titolo La Terza guerra mondiale, agosto 1985: Una storia futura catturò l’attenzione non solo della comunità strategica, ma anche l’immaginazione del grande pubblico. Si trattava dei una collettanea curata dal generale John Hackett, che ottiene un buon successo nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Era un’opera di “storia futura” dove si sviluppava uno scenario tale per cui la Guerra Fredda sarebbe finita con un conflitto militare che si concluse con l’uso di armi nucleari. Il libro rifletteva l’inquietudine nella comunità strategica occidentale nel momento in cui la sfida sovietica della Guerra Fredda non era accompagnata dalla prontezza militare alleata.

I due autori, Paul Cornish e Kingsley Donaldson, hanno preso in prestito l’idea da Sir Hackett, presentando degli scenari per l’immediato futuro del 2020, spinti dalla preoccupazione che la strategia occidentale non sia preparata ad affrontare le sfide moderne in materia di sicurezza. 

La differenza tra la Guerra fredda e l’attuale scenario sta nella molteplicità dei teatri e delle minacce, e una sfida sì urgente, ma diversificata e complessa. I paesi possono non essere ufficialmente in guerra, ma non sono nemmeno in pace; le sfide potrebbero essere naturali, provocate dall’uomo o una combinazione delle due; attori non statali e anche un piccolo gruppo di uomini motivati potrebbero tenere il mondo in ostaggio; le sfide a breve e lungo termine potrebbero fondersi insieme: essenzialmente, uno scenario che è difficile da prevedere, per cui attrezzarsi, assestarsi e prepararsi.

Prevedono nove scenari nel prossimo futuro. Cominciano con la Russia di Vladimir Putin e le sue politiche; poi si passa alla politica espansionistica della Cina, concentrandosi su Australia e Sud-Est asiatico. Altri capitoli contengono scenari relativi al Medio Oriente, agli attacchi terroristici, alle sfide della sicurezza informatica e alla sicurezza interna del Regno Unito.

Come accennato, il libro, ben documentato e scritto, soffre per la sovraesposizione in alcuni passi del punto di vista britannico di guardare gli eventi. Ma come avvertono i due autori nel saggio introduttivo, che costituisce una lezione di pianificazione futura e strategica; «L’ampia disponibilità di conoscenze molto poco profonde ha portato all’illusione di una comprensione profonda». Un testo, al momento in lingua inglese e non tradotto in italiano, che vale la pena di leggere perché gli scenari somigliano molto alla nostra realtà quotidiana. 

Antonio Albanese