Sicurezza comune tra i Paesi confinanti con la Libia

265

TUNISIA – Tunisi. 17/07/14. I Paesi confinanti con Libia sono riuniti in Tunisia per parlare della sicurezza nella regione e dell’escalation di violenza da parte di gruppi terroristi. Il Ministro degli Esteri libico non è riuscito a partecipare alla conferenza sulla sicurezza a seguito dell’attacco missilistico che ha distrutto le torri all’aeroporto internazionale di Tripoli e che danneggiato gli aerei sulla pista. Fonte Magharebia.com.

In quell’attentato si registrano almeno 15 vittime. Fonte Libia Herald. Il rischio di gruppi armati in Libia è diventato una fonte di crescente preoccupazione per i ministri degli esteri che hanno partecipato alla conferenza di Tunisi. Per questo hanno deciso di formare due singoli comitati che si occuperanno di sicurezza nella regione. Il ministro degli Esteri tunisino, Mongi Hamidi, ha detto che il comitato di sicurezza sarà presieduto dall’Algeria. Le proposte dovrebbero rendere il processo di coordinamento tra paesi limitrofi in relazione a questioni di sicurezza legate al terrorismo, la criminalità organizzata e il contrabbando di armi e l’istituzione di un sistema comune per rendere più sicure le frontiere comuni. Mentre il comitato politico che si prenderà cura dell’Egitto sarà gestito dai libici che dovranno contattare tutte le parti per avviare un dialogo nazionale con l’obiettivo di raggiungere una soluzione pacifica alla crisi e trovare una soluzione al caos in Libia. Hamidi ha auspicato l’adozione di una strategia unitaria per monitorare il confine tra i paesi confinanti della Libia attraverso la creazione di un centro di comando comune per le operazioni di coordinamento della sicurezza e scambio di informazioni. Ha aggiunto che il problema del terrorismo non è una questione della Libia e per combatterlo sono richiesti sforzi congiunti della regione. Da parte sua, il ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra ha detto che la fase di transizione che sta attraversando la Libia continuerà a richiedere uno sforzo collettivo a sostegno del percorso di transizione verso una maggiore sicurezza e stabilità. Il presidente Moncef Marzouki ha dichiarato che la soluzione migliore per rispondere ai crescenti rischi per la sicurezza è quello di creare un forza congiunta tra la Libia e i paesi vicini ma per fare questo ci vuole il consenso di Tripoli. Alla riunione hanno partecipato diplomatici di Egitto, Algeria, Sudan, Ciad e Niger, così come rappresentanti della Lega araba e l’Unione africana. Per l’addetto commerciale della Libia in Tunisia, Mohammed Almalol, l’esito della riunione è stato molto positivo. Almalol ha dichiarato: «Ci sono buone decisioni ora bisogna passare dalle parole ai fatti, in coordinamento con i soggetti politici in Libia attraverso una convergenza di vedute per trovare soluzioni che siano le migliori per tutti». Ahmad Shaiban, da Misurata, un free agent, ha detto, «La cosa importante è arrivare quanto prima all’applicazione di quanto stabilito dalla riunione e mi auguro che la convergenza con la Libia sia la più larga possibile e senza indugio, al fine di risparmiare al nostro paese da ulteriori manomissioni e caos». Il Giornalista Fadia Sindasne ha elogiato il piano, «i paesi limitrofi lavoreranno insieme, soprattutto per quanto riguarda l’escalation delle attività dei gruppi estremisti nella regione». «La cooperazione tra i paesi confinanti della Libia avrebbe portato una certa stabilità e sicurezza nella regione e contribuirà a ridurre l’influenza dei gruppi terroristici».