LIBIA. Tripoli si avvicina a Riad e rompe con Doha

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Il governo di Abdullah Al Thani ha ordinato alla NOC di smettere di fare affari con qualsiasi compagnia che appartenga o faccia riferimento al Qatar. In questa maniera il governo di Tobruk si inserisce nel blocco imposto al paese del Golfo Persico dall’Arabia Saudita, seguita da altri paesi. Dietro al motivo ci sarebbe un ordine petrolifero già fatto da Riad perché il ramo NOC di Tobruk e il governo di al Thani tentano di vendere il petrolio indipendentemente dalla NOC di Tripoli.

L’appena scampato ad un attentato Sadiq al-Ghariani ha lanciato la proposta di tornare alle elezioni del Congresso Nazionale e la Camera dei Rappresentanti e selezionare così le 200 migliori voci che formeranno l’Assemblea Nazionale libica; una proposta per superare l’impasse politica che vive il paese e per garantire, in qualche modo, sopravvivenza ulteriore alle due entità politiche che finora si sono contrapposte nel paese.

A Tripoli, città dove la sicurezza ancora non è garantita, si è svolto presso l’Hotel Corinthia un incontro tra diversi ambasciatori (inglese, italiano, francese coreano, tedesco e dell’Ue) con il Ministero della Pianificazione. La cornice di lavoro è costruita dallo Stabilisation Facility for Libya, che si è posto l’obiettivo di raggiungere la cifra di 60 milioni di dollari.

Al termine dell’incontro è stato annunciato lo stanziamento di aiuti per 5 milioni di euro da impiegare nella ricostruzione infrastrutturale del paese con un focus speciale su: Bengasi, Kikla, Obari, Sebha e Sirte. La Banca Centrale della Libia ha ricevuto poi il 14 giugno una spedizione finanziaria dal valore di 500 milioni di dinari arrivata all’aeroporto di Mitiga dalla Gran Bretagna.

Il LNA  ha annunciato nei giorni scorsi l’eliminazione del “corrispondente”  del canale Al-Nabah per la Libia,  si tratta di Mohammed al-Jakhajakh. La situazione della sicurezza è ancora critica: a Sirte si ritirano 3 battaglioni dal centro città e il 604° Battaglione mantiene il controllo sull’intera area urbana con l’aiuto dei “Giovani di Sirte”. La sala operativa di Al Karama (LNA) ha negato la notizia secondo cui le sue forze starebbero avanzando verso Sirte e raccomanda i cittadini di prendere le informazioni direttamente dal portavoce militare; un account locale, però, riporta che alcune milizie starebbero preparando un attacco nella zona di Sirte. Ad al Jufrah, la milizia Saraya, dalla sala operativa di Agedabia e la polizia militare stanno operando nell’area tra Al Jufrah e Al Tamam; la polizia militare sarebbe all’entrata della città e a tutti i crocevia dell’area di Al Jufrah.

A Bengasi, uomini delle operazioni speciali hanno dato vita ad una serie di operazioni per arrestare i terroristi; tra gli arresti c’è anche il giornalista e scrittore Jaber al-Obeidi colto nell’atto di vendere un’arma appartenente al Ministero degli Interni. In città il LNA controlla una serie di luoghi chiave tra cui strutture bancarie, finanziarie e militari, come il palazzo dei servizi di pubblica utilità, la Banca della Repubblica, il palazzo di giustizia a nord di Bengasi e il mercato di Al Hut. Chiudiamo con una nota di colore: un reportage fotografico mostra la produzione di un laboratorio di armi, probabilmente nella zona di Bengasi, dove il LNA produce RPG-7 di elevata qualità (nella foto). Sembra una produzione assai simile a quella dello Stato Islamico.

Redazione

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