LIBIA. Torna alla “normalità” il Fezzan

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Sulla rete social libica in questi giorni si è parlato molto della zona sud del paese; ovviamente si è fatto molto riferimento a quanto avvenuto dopo l’attacco delle milizie del GNA al giacimento di El Feel, poi respinto duramente dalle LAAF con la ripresa della struttura e la caccia ai miliziani. Al riguardo, le tribù Toubou di Murzuq hanno condannato l’attacco al giacimento di El Feel e hanno confermato il proprio supporto alle LAAF.

Il 27 novembre, le forze della GNA hanno annunciato di aver preso il controllo di El Feel, che produce 70.000 bpd, in un’operazione militare, confermata dalla National Oil Company, NOC, il cui personale era bloccato nel sito tra le due parti così come la produzione di petrolio fino alla fine dei combattimenti. 

Più tardi lo stesso giorno, le LAAF del generale Haftar hanno lanciato attacchi aerei sul perimetro del giacimento petrolifero e ne hanno ripreso il controllo. Il controllo di El Feel è vitale perché è vicino al più grande giacimento petrolifero libico, Sharara. La produzione di El Feel era ripresa dal 28 novembre, sotto il controllo di Haftar. 

Soprattutto però diverse attività hanno riguardato la ripresa delle normali attività e la vita nelle zone del sud del paese. Ad esempio è stata segnalata la firma di un accordo tra Toubou e le tribù arabe di Murzuq dopo settimane di negoziazioni per il miglioramento della situazione in città e il ritorno dei rifugiati. Si tratta di un primo risultato politico da parte delle LAAF, in particolare dopo la tournée del comandante della regione sud delle forze di Haftar, generale Al Abaj; si tratta di una regione militare che comprende tutta la fascia sud del paese, dal confine orientale con l’Egitto a quello occidentale con l’Algeria. 

Il secondo risultato positivo è sicuramente che per la prima volta dopo anni di chiusura per ragioni di sicurezza si è svolto il tradizionale Suq Al Thalath nella zona di Ubari. È stata segnalata anche la riapertura dalle base della polizia militare di Sebha dopo otto anni di chiusura. La riapertura è avvenuta dopo che le LAAF hanno effettuato importanti lavori di ristrutturazione. Inoltre, il Governo ad interim ha esaminato le necessità della municipalità di Al Qatrun con rappresentanti locali.

Il sito Africa Intelligence, poi, ha indicato che un gruppo di imprenditori di Misurata ha iniziato ad interrompere le alleanze e gli accordi e stanno cercano di fare nuovi accordi per il ritiro da Tripoli in vista della vittoria di Haftar. Infine, il Muftì Gharyani ha dichiarato che ormai il GNA è morto e non può guidare paese, quindi deve lasciare posto a chi è capace. Inoltre, le forze di Serraj hanno lasciato la Turchia senza droni dopo che LAAF ne hanno abbattuti o distrutti 15, pagati in anticipo.

Il Rappresentante delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, sembra essersi spazientito per i mancati risultati raggiunti e probabilmente anche per l’accordo firmato dal Presidente del Consiglio Presidenziale, Fayez Serraj, con la Turchia. Ad ogni modo, Salamé ha dichiarato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato sterile nel risolvere la crisi libica. Secondo l’inviato, stoltamente in seno alle Nazioni Unite si è pensato che stabilire un cappello internazionale per implementare le decisioni dei libici sarebbe bastato. Il problema però è che i libici non sono stati capaci di mettersi d’accordo tra di loro e anche quando l’hanno fatto mettendo per iscritto (accordo di Skhirat) non sono stati capaci di rispettarlo.

Redazione