LIBIA. Tobruk: basta con l’ingerenza italiana

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La questione libica, molto cara al Belpaese, diventa sempre più intricata e dal punto di vista interno sempre più “frazionata”. Tra i nodi da sciogliere, per esempio, l’accusa della Corte Penale Internazionale che ha emanato un mandato d’arresto per il comandante delle forze speciali del LNA, (esercito di Haftar) Mahmoud al-Werfalli per presunte esecuzioni di massa, in particolare nella città di Bengasi.

Il Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale Fatou Bensouda si è appellato alla comunità internazionale per cooperare e assistere le istituzioni in Libia preposte all’arresto di Al Warfalli. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani – UNHCR, in seguito alla notizia, ha dichiarato di deplorare i crimini di Al Warfalli e chiesto ufficialmente la sua consegna alla Corte Penale Internazionale.

Ma dal Generale Haftar non è arrivata nessuna risposta in merito. Anzi, dalla Russia, dove era in visita ufficiale nei giorni scorsi, si è lamentato dell’embargo di armi contro la Libia, cosa che gli impedirebbe di fare piazza pulita dei terroristi. Ancora, Haftar ha indicato che comunque non cederà un «pezzetto della propria terra». Ha già fatto sapere in più sedi che in ogni caso intende arrivare con i suoi mezzi militari su Tripoli. A fare eco alle parole di Haftar ci ha pensato il governo ad interim di Al Baida guidato da Al Thinni che continua la sua crociata contro l’Italia  ed ha emanato una risoluzione che bandisce le compagnie italiane per atti ostili contro la Libia e ha proibito la formazione di joint venture italo-libiche. La risoluzione dovrebbe avere effetto solo nella parte orientale del paese, quella controllata dal Parlamento di Tobruk (a cui fa riferimento il governo Al Thinni) e dalle forze del LNA.

Anche se la sua applicazione sembra dubbia, il fatto è che gli italiani a Tobruk non li vogliono. Infine non si può trascurare la questione migranti dove, almeno in mare, il Ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, è riuscito a mettere ordine. Le Nazioni Unite stanno discutendo sulla possibile istituzione in un campo di migranti in Libia, a Sabrata e un altro nella provincia di Kufra. L’Ipotesi sarebbe supportata fortemente da Italia e Germania, mentre altri paesi mostrano esitazioni. Contemporaneamente alla proposta ONU, una dichiarazione del Ministro degli Esteri Italiano annuncia l’invio di 11 tonnellate di aiuti umanitari e medici proprio a Sabrata a ovest di Tripoli.

Maddalena Ingrao