LIBIA. Sono i Tebu a controllare l’estrazione di oro 

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Lestrazione artigianale dell’oro è diventata un’industria in forte espansione dal 2013, quando sono stati scoperti dei giacimenti sugli altipiani rocciosi del deserto libico al confine tra la Libia e il Ciad. L’esatta collocazione degli insediamenti minerari di fortuna resta un mistero, ma gli “operatori del settore“, coinvolti anche nel commercio, riportano che la città di Murzuq è il centro principale di questa informale industria aurifera, che fornisce anche servizi e beni alle zone ricche d’oro lungo il confine con l’Unione europea.

Si stima che il 70 per cento della popolazione di Murzuq lavori in questo campo sia direttamente sia in ruoli legati alla logistica e al commercio. Ogni giorno, vengono estratti circa 15kg di oro, con un valore locale di circa 400000 dollari.

Per la maggior parte, i Tebu sia libici che ciadiani, controllano questo tipo d’industria tanto che hanno portato gruppi di lavoratori sudanesi “a buon mercato”, che hanno già esperienza nell’estrazione dell’oro. Per entrare nel business dell’oro è necessario un capitale iniziale per le spese, ma stando agli operatori di Murzuq, questa attività sarebbe del tutto accessibile per i Tebu, le uniche persone capaci di navigazione nel deserto in questa zona. 

Anche alcuni tuareg sono coinvolti, ma hanno comunque bisogno di un partner Tebu per attraversare la zona in prossimità del confine tra Niger e Chad; tra le due tribù concorre infatti buon sangue. 

L’attività estrattiva di fatto è interamente nelle mani dei minatori o dei loro supervisori locali, non è coinvolta nessuna autorità politica libica. Il governo libico, riconosciuto a livello internazionale, il GNA, non esercita alcuna supervisione sia sull’attività di prospezione, che di estrazione e non ricava alcun introito. Nessuno dei governi libici ha mai tentato di reprimere il settore minerario, anche se le autorità militari dei paesi limitrofi alla Libia, Ciad, Niger e Algeria, hanno tentato di farlo nelle zone ricche di oro restando sempre all’interno del rispettivi propri paesi.

Graziella Giangiulio