L’insicurezza libica

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LIBIA Tripoli 26/7/13. Continua la situazione d incertezza in Libia. Il capo del governo ad interim, Zeidan, ha ribadito che le circostanze eccezionali vissute da Libia richiedono «a tutti noi consapevolezza,  diligenza e prudenza nel trattare le questioni nazionali e richiedono la responsabilità di preservare la patria e i cittadini».

Zeidan commentava le cose fatte dal suo governo in termini di ricostruzione dello stato e della sua presenza sul territorio, ma la delicata situazione della sicurezza continua a essere tra le più pressanti emergenze del nuovo Stato. Il 26 luglio, l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Tripoli è stato colpita da un proiettile di Rpg, senza però causare feriti.

Due giorni prima un razzo era caduto su un palzzo nei pressi dell’hotel Corinthia sempre a Tripoli; l’albergo è frequentato da uomini d’affari stranieri e funzionari di governo; inoltre, nei pressi della struttura alberghiera ci sono un certo numero di ambasciate.

Il ministro dell’Interno Mohammed Khalifa Al-Sheikh ha detto che l’attacco contro il Corinthia e contro l’ambasciata Eau, si inseriscono nella scia degli attacchi contro obiettivi occidentali  esattamente come lo era stato quello contro l’ambasciata francese a Tripoli dell’aprile 2013.

A Bengasi, il 26 luglio è stato ucciso l’avvocato e attivista politico Abdul Salam Al Mosmary appena uscito dalla moschea di Bengasi, dopo la preghiera del Venerdì. Al Mosmary aveva partecipato alla rivoluzione fin dall’inizio ed è stato tra i partecipanti al Consiglio nazionale di transizione, guidato da Mustafa Abdul Jalil. Al Mosmary era noto per la sua critica alla politica dei Fratelli Musulmani in Libia. 

Il suo ultimo intervento compare sul suo account facebook pubblicato il 24 luglio in cui ha criticato il rilascio di alcuni dei membri del precedente regime e aveva condannato la rivoluzione del 30 giugno in Egitto.