L’insicurezza libica secondo il CNG

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LIBIA – Tripoli 23/01/2014. La violenza in Libia ha ucciso 643 persone nel 2013, con un forte aumento della criminalità, recita un rapporto parlamentare, che lamenta la mancanza di efficaci operazioni di polizia nel Paese nordafricano sempre più senza legge.

La relazione della commissione per gli affari interni del Congresso generale nazionale non ha fornito dati comparativi per le morti nel 2012, né dati sui reati commessi. Dalla caduta di Gheddafi nel 2011, le autorità della Libia stanno cercando di contenere l’illegalità, in gran parte commessa da ex milizie che hanno combattuto per rovesciare il dittatore, riporta il quotidiano al Akhbar. Ci sono notizie quasi quotidiane sulle violenze in vaste aree del paese in cui operano ex- ribelli, compresi i gruppi vicini ad al – Qaeda che hanno approfittato della illegalità. La città di Bengasi, culla della rivolta del 2011, è stata testimone di numerosi omicidi del personale di sicurezza e di giudici, nonché un attentato jihadista nel 2012 contro il consolato degli Stati Uniti. Anche il primo ministro, Ali Zeidan è stato rapito dai miliziani nel 2013 prima di essere rilasciato ore più tardi. Nella sua relazione, il comitato ha detto che «il crimine è diventato una professione e una fonte di reddito in assenza di una forza di polizia efficace, nonostante la presenza di 250mila poliziotti». La Libia ha un poliziotto ogni 30 persone, ma tale numero non è abbastanza alto, l’aumento della criminalità è attribuito ad «una mancanza di rispetto per la legge e all’impunità con cui agiscono i suoi autori», notando che il paese è pieno di armi , per lo più nelle mani degli ex miliziani. La commissione ha anche evidenziato il fatto che il governo ha integrato nelle forze di sicurezza solo il 29,6 per cento dei circa 170mila miliziani che hanno combattuto Gheddafi, di cui molti, del resto, si rifiutano di abbandonare le armi. La difficoltà è evidenziata dal fatto che la Libia ha avuto quattro ministri degli interni dal rovesciamento di Gheddafi ; oggi il Vice Primo Ministro, Sadik Abdelkrim, ricopre la carica a titolo provvisorio, mentre Zeidan continua a cercare un ministro efficiente. Ultimo esempio delle turbolenze nella sicurezza si stanno a vendo a  Sebha tra lealisti di Gheddafi e esercito, con una grande esplosione in un deposito militare. La base aerea di Tamenhint è infatti sotto il controllo dei lealisti, che hanno preso l’aeroporto militare dalle forze governative il 20 gennaio.