LIBIA. Si stringe la pressione dell’LNA su Tripoli

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Nei giorni scorsi il LNA ha effettuate brevi ma importanti avanzate sul settore di Tripoli. Essenzialmente, il LNA sarebbe riuscito a chiudere l’area limitrofa al ponte di Gasr Garabulli, chiudendo di fatto la strada costiera a est della capitale. Queste avanzate avrebbero fatto aumentare la sensazione di probabile sconfitta del GNA nelle fila dei suoi dirigenti.

Questo dato sarebbe confortato da alcune informazioni circolate in rete. Account hanno citato fonti diplomatiche non meglio definite, e forse propaganda de lLNA, che alcuni leader delle milizie avrebbero iniziato a negoziare l’entrata del LNA a Tripoli per evitare un inutile spargimento di sangue. Già più volte queste notizie sono circolate senza poi venir confermate dai fatti.

A supporto di queste dichiarazioni vi sarebbe però il fatto che diversi consiglieri di Serraj con famiglie a seguito hanno iniziato a lasciare la Libia dall’aeroporto Mitiga di Tripoli per la Tunisia. Altre volte è successo quindi potrebbe essere solo un esodo per le vacanze, ma gli eventi su Tripoli potrebbero far pensare effettivamente ad una fuga ulteriore dalla capitale. 

Inoltre i leader civili di Misurata avrebbero ripreso, sempre secondo fonti social media, le comunicazioni con i mediatori internazionali per risparmiare la città dalle conseguenze dei bombardamenti turchi su Al Jufrah. Inoltre, gli stessi membri del Consiglio civile di Misurata avrebbero iniziato a mettere pressione su Turchia e Italia per ritirarsi dalla città. Tutto è dovuto molto probabilmente al bombardamento dell’accademia aeronautica di Misurata da parte del LNA. Così facendo il LNA ha messo nuovamente pressione sulle diverse anime che sono presenti a Misurata.

Non solo Misurata deve fare i conti con la pressione del LNA. In effetti, anche in Turchia iniziano alcune vicissitudini interne a causa delle perdite che avrebbero iniziato a subire a Tripoli. Un account ha riportato la notizia del padre di due soldati turchi prigionieri del LNA che implorerebbe il generale Haftar di liberarli.

Secondo quanto indicato via social media, caccia egiziani avrebbero intercettato un cargo militare turco diretto verso la Libia con armi, tecniche e uomini in supporto alle milizie forzato ad atterrare in Egitto. Se venisse confermato, si tratterebbe di una prova evidente contro la Turchia e il suo appoggio alle milizie estremiste islamiche in Libia. 

Secondo il governatore della Banca centrale di Tripoli, Sadiq Al Kabir, l’attacco di Haftar su Tripoli ha rinnovato i problemi di liquidità e smontato le riforme economiche. 

Redazione