LIBIA. Si è sciolta Ansar al Sharia

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Come un fulmine a ciel sereno è arrivata la notizia da parte del gruppo Ansar al Sharia del proprio scioglimento. Il gruppo ha indicato che le ultime perdite nei combattimenti a Bengasi, in particolare il quasi totale azzeramento dei propri vertici, lo hanno portato a sciogliersi. Ansar al Sharia ha fatto però sapere di rimanere unito nella fede e nella vittoria. Questo è un passaggio molto importante soprattutto per gli scenari nell’est della Libia, di Bengasi e di Derna. In effetti, fondato da Al Qaeda nel 2012 a Derna (molto probabilmente da Mokhtar Belmokthar), Ansar al Sharia era il motore principale dei Consigli della Shura di Derna e di Bengasi. Se alcuni combattenti riusciranno a scappare da Bengasi si uniranno alle SDB o ai fratelli di Derna, con i quali ormai formerebbero un solo Consiglio. Chi ha deciso di rimanere a Bengasi invece avrebbe già raggiunto i combattenti di Daesh con i quali, di fondo, combattono già fianco a fianco da mesi.

Altro colpo importante riguardo alla Libia sono gli arresti domiciliari da parte delle autorità turche di Abdelhakim Belhadj. Da sempre sostenitore grazie al supporto turco dei movimenti estremisti in Libia, Belhadj sembra aver perso il sostegno turco dopo le recenti sconfitte a Tripoli. L’altro alleato degli estremisti, il Qatar è anch’egli sotto la luce dei riflettori. In effetti, il Comando generale del LNA ha emesso un comunicato ufficiale di accusa nei confronti dell’Emirato del Qatar per supporto ad Al Qaeda e importazione di mercenari usati per minacciare il LNA. Così come lo riassume un account locale, è in arrivo un periodo difficile per Qatar e Turchia in Libia, per i loro supporter nel paese la fine della loro influenza è già iniziata.

Segnalate numerose sconfitte delle milizie di Misurata, in particolare nella zona sud dell’aeroporto.

A Tripoli è andato a fuoco il mercato di Abu Salim distrutto dal fuoco a seguito degli scontri tra milizie di Tripoli e milizie di Misurata. La parte principale adesso sarà capire quali saranno i veri equilibri che si andranno a formare a Tripoli tra GNA e Parlamento di Tobruk. Nel frattempo il portavoce del LNA, colonnello Al Mismari, ha dichiarato che le proprie forze si stanno preparando a proteggere i civili nella capitale.

Il battaglione dei ribelli di Tripoli ha postato un video in cui indica di controllare il quartier generale delle milizie di Sherikhan lungo la strada per l’aeroporto. Il Generale Najmi al Naqua, comandante della Guardia presidenziale, ha iniziato a negoziare ieri sera con il battaglione Al Hakani la liberazione dell’aeroporto di Tripoli.

Dal canto suo, il comando generale del LNA ha confermato che il LNA nella zona occidentale del paese entrerà nella capitale per supportare forze nazionali e i giovani nella lotta contro il terrorismo. Il colonnello al Mismari ha elogiato il ruolo delle forze del Consiglio presidenziale nell’espellere le milizie da Tripoli. È la prima volta che questo avviene e dimostra come sia cambiato il tono.

Un account locale indica che al telefono gli hanno smentito la notizia del ritiro della 7° Brigata di Tarjouna dalla zona dell’aeroporto. Le forze di Tarjouna si sono dimostrate quanto mai fondamentali. Già negli scontri dei mesi precedenti il consiglio degli anziani della città aveva mediato la pace tra le milizie di Tripoli e quelle di Misurata. Nel corso del fine settimane si sono occupate di prendere il possesso delle strutture dalle milizie di Misurata per consegnarle alla Guardia presidenziale del GNA (ovvero per evitare che finiscano in mano alle milizie dei ribelli di Tripoli).

Un gruppo armato ha attaccato la Dar al Fatwa/Ifta, organismo del Muftì Gharyani, e lo controlla a Tripoli. La Dar al Ifta del Muftì Gharyani ha accusato membri del servizio di sicurezza di aver attaccato loro quartier generale a Dahra. Poi rinforzi del LNA e dei battaglioni di Zintan hanno iniziato a radunarsi e a dirigersi verso Tripoli e continuavano ad arrivare forze della 7° Brigata di Tarjouna nell’area di Qasr bin Ghashir.

Il Comandante della Guardia presidenziale e il ministro degli Interni del GNA hanno quindi ricevuto ufficialmente dal consiglio degli anziani di Tarjouna l’aeroporto internazionale di Tripoli in presenza del membro del Consiglio presidenziale Ahmed Hamza e più tardi,le forze di Tarjouna hanno iniziato a lasciare l’aeroporto internazionale di Tripoli.

Il problema che nasce adesso a Tripoli è di nuovo la gestione delle milizie locali. In effetti, dopo aver espulso le milizie della Fratellanza, le milizie di Tripoli hanno mostrato il loro rifiuto della dittatura militare, ovvero di Haftar.

Difficilmente però il LNA rimarrà a guardare, il GNA ha l’imperante necessità di imporre il suo controllo sulla capitale per evitare di tornare nuovamente schiavo delle milizie. Forse proprio per questo Khalid al Sharif, ormai ex direttore della prigione di Abu Salim e da sempre considerato vicino ad Al Qaeda, ha accusato Tagouri di aver consegnato Tripoli a Haftar. Ad ogni modo, un account locale ha indicato che dopo giorni di sangue sono state rimosse le barriere di sabbia, sono finite le manifestazioni armate e il traffico sta tornando alla normalità dall’aeroporto internazionale di Tripoli a Tamin passando per Ben Ghashir e Asbia. Ciononostante, uno dei leader del Consiglio della Shura di Derna ha annunciato che la battaglia a Tripoli non è finita e che non si arrenderanno. Per questo si temono possibili attacchi terroristici nella capitale.

Secondo un account locale, il LNA è riuscito nel proprio intento di entrare a Tripoli senza sparare un colpo. Certo, ora le milizie dovrebbero deporre le armi e dovrebbe iniziare la cacciata delle bande criminali dispiegate in città. Per tale motivo, nelle prossime ore le forze speciali e alcune unità del LNA saranno pronte per entrale a Tripoli dopo accordi di sicurezza con GNA. Se le milizie non saranno d’accordo, la situazione rischia di tornare esplosiva.

Nel frattempo a Derna sono continuati i bombardamenti egiziani. Mohammed al Dursi, leader dei Consigli della Shura dei Rivoluzionari di Derna e Bengasi (nuova struttura ormai che si basa sui Consigli delle due città), ha confermato che il gruppo ha fatto un’alleanza con Daesh a Bengasi. La vera miccia che deve aver innescato il movimento interno ai Consigli e soprattutto lo scioglimento di Ansar al Sharia, è stata molto probabilmente la morte confermata di Abdel Moneim Salm, detto Abu Tahla, leader di Al Qaeda, e di altri quattro membri del Consiglio della Shura di Derna in un attacco aereo sul quartier generale dei terroristi venerdì a Derna.

Redazione

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