LIBIA. Serraj avrebbe minacciato l’Italia di far riprendere gli sbarchi di migranti pur di fermare Haftar

423

Per quanto riguarda il Sud della Libia continua l’opera propagandistica di alcuni account contro il LNA. Secondo un account anti LNA, le forze aeree del generale Haftar hanno perso la scommessa sulla forza aerea avendo ricevuto una messa in guardia da poteri internazionali e regionali dall’usare forze aeree. Il riferimento è all’attacco aereo contro un veicolo che trasportava terroristi di Al Qaeda nella zona di Ubari. Sta di fatto che, anche se vi fosse stata effettivamente una messa in guardia, il LNA ha deciso di non curarsene, poiché ha bombardato le posizioni dell’opposizione ciadiana a Murzuq e nell’area in generale in più giorni. 

Secondo un altro account anti LNA, vi sarebbero divergenze tra comandanti del LNA sulla guida dell’operazione nel sud. Per tale motivo i comandanti si sono incontrati presso la base aerea di Tamanhint. 

Nel lato GNA non sembra migliorare la situazione del comando delle forze armate. Nei giorni scorsi era avvenuto un cambio al vertice con il generale Al Taweel rimpiazzato dal generale Al Sharif per via di considerazioni non negative del primo nei confronti del LNA nel sud del paese. Si pensava che la nuova squadra per la gestione delle forze del GNA fosse stata completata a velocità di record, ma oggi si apprende che il Generale Salim Hajan ha rifiutato la nomina a assistente del Capo di Stato Maggiore del GNA. Di sicuro non deve essere molto stimolante essere inserito ai vertici di una forza armata che potenzialmente non è tale. La stampa algerina ha indicato che Fayez Serraj ha lavorato molto duro in questi giorni per rimanere al suo posto. Secondo quanto riferito, Serraj sarebbe arrivato a minacciare gli europei, e in particolare gli italiani, di dare di nuovo libero corso all’immigrazione per ottenere qualcosa contro l’avanzata del LNA nel sud.

Si apprende da un account che cita fonti locali che il generale Haftar avrebbe accettato di visitare Tripoli atterrando la settimana prossima all’aeroporto Mitiga per visitare i servizi di sicurezza della Capitale. Probabilmente il presidente del Consiglio presidenziale, Fayez Serraj, dovrebbe aggiungersi alla visita. Un account locale indica che Serraj ha deciso di nominare Jumaa al Qumati come inviato personale nei paesi del Maghreb. Diversi account locali hanno esposto i loro dubbi riguardo alla decisione.  

Il primo Ministro del governo ad interim, Abdullah Al Thani, ha discusso con Hashim e Al Maghribi, rispettivamente presidenti delle municipalità di Tobruk e Ajdabiya, delle problematiche che stanno affrontando.

L’anno scorso l’ambasciatore italiano in Libia era stato minacciato e non era più potuto tornare a Tripoli per via di osservazioni giudicate da molti poco fortunate sulla situazione politica interna alla Libia. Non memore della questione, sembra che l’ambasciatore  britannico Baker rischia di fare la stessa fine. In effetti, il Parlamentare di Wadi al Shati, Al Kartaihi, ha chiesto l’espulsione dell’ambasciatore britannico dopo le sue osservazioni contro la tenuta di elezioni presidenziali in Libia. Secondo alcuni account si capiranno anche alcuni rapporti di forze, gli approcci e le capacità di influenze dei paesi rispettivi, Italia e Gran Bretagna, in Libia. 

La coordinatrice dei diritti umani delle Nazioni Unite in Libia, Maria Ribeiro, ha indicato che 823mila persone hanno bisogno di assistenza umanitaria in Libia, ovvero 11% della popolazione libica. Secondo la Ribeiro si tratta nello specifico di un netto passo indietro rispetto alla situazione pre rivoluzionaria.  

Redazione