LIBIA. Serraj al fresco e libici scoppiano di caldo

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Il viaggio di Serraj in Olanda ha attratto molte critiche. Uno dei tanti post di protesta afferma che mentre i libici vivono al caldo con tagli dell’energia elettrica e in mancanza di liquidità, Serraj si gode la bella atmosfera e il fresco sul Reno in Olanda. 

Nelle attività politiche tese al rientro alla normalità del paese, l’ex ministro della cultura Omar al Quwairi ha partecipato ad un incontro con il ministro delle Comunicazioni del governo israeliano in Grecia. Obiettivo dell’incontro è stato quello di capire quali potessero essere le condizioni per il ritorno degli ebrei libici nel paese. Al Quwairi è conosciuto per aver fatto ripartire emittenti televisive nell’est del paese con i suoi stessi soldi quando era ministro del governo ad interim di Tobruk.

Continuano gli arresti in Arabia Saudita di libici collegati ai movimenti terroristici con supporto qatarino. In effetti, le autorità saudite hanno arrestato un libico, Abdul Ghani Mohammed, accusato di atti di terrorismo, con passaporto emesso da Misurata. Fonti vicine alle autorità saudite hanno indicato che sono stati fatti diversi controlli approfonditi sulle persone provenienti da Misurata, Gharyan, Az Zawia e altre città dell’ovest della Libia entrati sul territorio saudita per effettuare pellegrinaggio della Umrah. Il dato è interessante per due ragioni. La prima è che viene confermato che a Misurata sono stati emessi passaporti per persone collegate al terrorismo.

Questo è iniziato quando le milizie di Misurata hanno preso il controllo all’inizio dell’anno dell’edificio centrale per l’emissione di passaporti a Tripoli. In secondo luogo, le autorità saudite stanno ringraziando i libici per aver fatto uscire i documenti che incastravano il Qatar nel finanziamento al terrorismo fermando i membri di milizie e gruppi collegati al terrorismo che si erano recate nel Regno delle due Moschee per fare il pellegrinaggio sacro ai musulmani. Ieri sera una delegazione di Misurata è arrivata al Cairo per discutere della crisi libica. Dal canto suo, l’Egitto ha dichiarato di aver ottenuto un testo giuridico che autorizza l’intervento militare in Libia basandosi sull’articolo 51 della carta delle Nazioni Unite. Secondo tale articolo, un paese può intervenire in un paese vicino qualora la situazione interna del vicino rappresenti una minaccia alla propria sicurezza interna. Secondo un account locale, dal febbraio 2011 nessun imprenditore, intellettuale o politico libico è stato capace di stabilire una struttura mediatica che rappresentasse il paese. Questo ha portato ad una cattiva gestione del paese nei sei anni successivi.

Il Maresciallo Haftar ha postato una dichiarazione video nella quale indica che i politici hanno fino al mese di dicembre, poi non vi sarà più spazio per le parole, ma solo per gli atti. Di fondo a metà dicembre prossimo scadono i due anni dalla firma dell’accordo di Shkirat in Marocco e due anni era il periodo dettato dall’anzidetto accordo per una risoluzione politica delle problematiche libiche. Inoltre, un account ha ricordato che il LNA ha liberato i terminal petroliferi facilitando il ritorno all’esportazione di petrolio, ma che i soldi sono andati a finire nelle casse della Banca centrale libica che in ritorno ha finanziato le milizie che combattono il LNA. Proprio di questo ha parlato anche, Haftar, seguendo però una linea leggermente diversa, poiché il LNA ha ripreso per i libici il petrolio difendendolo. Per Haftar, i soldi sono andati alla banca centrale libica, ciononostante i libici continuano a dormire di fronte alle banche in una situazione di continua carenza di liquidità. Un account ha sottolineato che la NOC non ha emesso nessuna dichiarazione riguardo ad una produzione tornata ad un milione di barili di greggio al giorno.

La produzione si sta avvicinando a quel livello grazie alla riapertura di diversi campi petroliferi con il contagocce. L’obiettivo del milione di barili al giorno è stato fissato per fine luglio. Continua la transizione della politica estera francese riguardo alla Libia rispetto alla politica estera della presidenza precedente. Dopo le dichiarazioni del ministro degli Affari esteri francese, Jean Yves Le Drian, per cui la Libia è uno stato fallito e quindi deve essere instaurata una nuova governance nel paese. Di fondo, si tratta di una chiara indicazione da parte francese del fallimento del governo di Fayez Serraj. 

Nel frattempo è continuato il blackout elettrico nelle città e i villaggi dell’ovest e del sud della Libia con temperature che arrivano a 45 gradi e il collasso della rete elettrica. Ad ogni modo, piccolo miglioramento per la città di Tripoli, la Società di gestione dell’acquedotto ha annunciato il ripristino graduale del flusso dell’acqua verso la capitale. Ciononostante, le conseguenze del caldo iniziano a farsi sentire.

Redazione

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