LIBIA. Saif al Islam Gheddafi, presto libero?

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Dal punto di vista della politica interna libica, il Sottosegretario alla Giustizia del governo ad Interim, Issa al Saghir, ha discusso, anche in televisione, dell’implementazione della legge di amnistia in Libia.  Alcuni giorni fa aveva incontrato Saif al Islam  e questo potrebbe portare alla sua liberazione. 

Il principe Al Senoussi ha rivelato che vi sono stati diversi tentativi di rubare i fondi libici congelati e ha chiesto per la fine dell’embargo sulle armi in Libia per evitare la salita dei gruppi estremisti. La famiglia Al Senoussi è stata la famiglia regnante dalla fine dell’era coloniale italiana fino all’arrivo di Gheddafi e rimane una delle più influenti del paese.

Serraj ha discusso con il nuovo presidente della repubblica francese, Emanuel Macron, dei modi per implementare gli accordi relativi all’addestramento della guardia presidenziale e il Capo della NOC, Mustafa Senalla, ha indicato che la produzione di greggio arriverà a 827 barili di petrolio al giorno dopo che sono stati risolti i problemi sul giacimento di Al Sharara.

Nonostante le migliorie nel paese per la produzione di greggio, la città di Ghat ha vissuto per giorni senza elettricità.

È iniziato il ritorno dei rifugiati di Tripoli nella capitale. Questi hanno autorizzato le forze speciali del Lna a proteggerli. È avvenuto anche il rilascio dei prigionieri del Lna da parte di figli di Fakhloum e Ajoura e altri prigionieri rifugiati. Il comitato sociale dei migranti di Tripoli ha deliberato un mandato controverso alle forze speciali del Lna per proteggere il loro ritorno a casa.

All’aeroporto internazionale di Tripoli, la Libyan Airlines ha condannato i furti del proprio materiale nella struttura. Bisogna capire se a rubare il materiale siano state le milizie di Misurata ritirandosi o le milizie dei ribelli di Tripoli arrivando. 

Ad ogni modo, le milizie del Consiglio presidenziale non devono cantare vittoria troppo presto per quanto riguarda la capitale. In effetti, il Consiglio militare di Misurata ha ordinato ai battaglioni delle milizie Bam di tornare a Tripoli per mettere al sicure le istituzioni sovrane. Bisogna però capire di quale parte di Misurata si tratti poiché le milizie di Misurata hanno osteggiato il Consiglio presidenziale, ma le milizie Bam rimangono, almeno ufficialmente, allo stesso Consiglio da quando è iniziata l’operazione per la liberazione di Sirte.

A proposito di Sirte, un account di Daesh ha postato 11 foto dal quartiere n.3 della città, ovvero quello più dispersivo e meridionale. Successivamente, un altro account ha postato altri foto da Sirte. Questo significa che il gruppo non ha chiuso le proprie mire sulla città.

Il Battaglione dei figli di Al Jufrah è arrivato nella notte a Sebha. Il gruppo ha deciso di arrendersi deponendo le armi nelle mani del 117° e 116° Battaglione di Fanteria del Lna e di raggiungere le fila del Lna. Il comandante delle Sdb, Mustafa al Sharkasi, ha dichiarato che senza l’intervento egiziano e emiratino le Sdb sarebbero ad Al Marj (a est di Bengasi) adesso. Vista l’avanzata del Lna e i continui attacchi aerei sulla zona di Al Jufrah, quattro battaglioni locail (Taqarfat Hun, Martiri Ahmouda Qanifi, 9 settembre 1979 di Hun e Castello di Baudan) hanno emesso una dichiarazione di estraneità agli eventi di Birak al Shati. Un account locale ha fatto notare, non è stato indicato nulla riguardo ai rapporti tra i detti battaglioni e le Sdb e 3rd force.

Nel frattempo, il comandante del 116° Battaglione di fanteria del Lna, Massoud al Jedi, ha annunciato l’inizio della battaglia per la liberazione di Al Jufrah e l’espulsione dalla zona delle rimanenze delle brigate del Muftì. Tutto è iniziato quando il Lna ha trovato un accordo con gli anziani locali per entrare pacificamente nella città di Socna.

Più a ovest, il Consiglio dei notabili e degli anziani di Uadi al Shati ha chiesto al comando generale del Lna di nominare il generale Mohammed bin Nayl governatore della regione militare del sud.

Nella sua avanzata contro i terroristi, il Lna ha smantellato 35 trappole esplosive in diverse case di Al Sabri a Bengasi.

Redazione

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